La Cisl. «Colf, riaprire la sanatoria»
La Cisl. «Colf, riaprire la sanatoria»
VENEZIA - «Vanno prorogati o riaperti i termini di scadenza della sanatoria».
Si conclude oggi la regolarizzazione di colf e badanti e Maurizio Cecchetto, segretario regionale della Cisl con delega alle politiche per l'immigrazione, chiede al governo di ampliare la platea e riaprire la procedura. «Non è immaginabile lasciare le famiglie in balia di norme per le quali vengono considerate alla stregua dei criminali». Sono 20.300 le domande inviate dal Veneto, un dato «ben lontano - dice Cecchetto - dall'emersione completa del lavoro domestico».
M.F.
Sanatoria badanti: «Ai Caf metà delle richieste attese». L'operazione delude anche nel Bellunese: «Costi alti»
BELLUNO - Regolarizzazione badanti, anche a Belluno è flop. Ad oggi, giorno in cui scade la sanatoria, sono poco più di 18.200 in Veneto le richieste di emersione dal nero, e di queste solo 271 provengono dal Bellunese. «In effetti i numeri sono molto bassi - conferma il responsabile dal Caf Cisl Corrado De Salvador - . Prima della sanatoria gestivamo circa 450 rapporti di lavoro relativi a colf e badanti: si tratta di preparare buste-paga e adempimenti previdenziali. Eravamo un po' incerti sull'esito della sanatoria, ma razionalmente ci aspettavamo un aumento di 150-200 casi di emersione. E invece qui alla Cisl siamo fermi a 75. Per quanto ne so, la stessa situazione si è verificata nei Caf di altre organizzazioni sindacali. E siamo in una provincia dove il nero, in questo campo e in percentuale, incide meno rispetto ad altre parti del Veneto».
Eppure la legge nazionale ha introdotto sanzioni penali pesanti per chi non «sana»: oltre ad incorrere nel reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, chi non regolarizza la badante o colf rischia, infatti, una maxi multa fino a 40 mila euro. «Regolarizzare conveniva - continua De Salvador - ma alcuni requisiti richiesti, come la residenza dal 1. aprile, non hanno favorito il successo dell'operazione, da noi come in altre parti».
C'è chi imputa il flop al costo eccessivo: 500 euro di spesa forfettaria e tutti i contributi dal momento della regolarizzazione. I Caf stimano in 1.100, 1.200 euro al mese il costo di una badante per una famiglia, vitto e alloggio esclusi; e in circa 600 euro il valore medio di una pensione: per questo la famiglia molto spesso deve mettere mano al portafoglio.
E forse anche per questa ragione, i Bellunesi si sono dimostrati «cauti» sin dall'inizio. « Noi ci siamo organizzati nelle varie sedi di Belluno Agordo, Feltre e Pieve di Cadore - aveva dichiarato un mese fa Luigi Da Corte, amministratore del Caf Cgil di Belluno - e abbiamo preso 3 persone in più pensando che il giro fosse quello degli anni precedenti; ma non è così. Quando arriva il datore di lavoro facciamo una prima verifica dei requisiti, perché una volta pagati i 500 euro non si può tornare indietro. I dubbi principali riguardano le spese: i datori vogliono sapere quanti contributi pagheranno e molti si scoraggiano quando vengono a conoscenza del costo annuo di una badante ».
Marco de' Francesco