La Cisl paventa disservizi per i cittadini nel periodo più intenso dell'anno. Ferie forzate alle Poste, disagi in vista

La Cisl paventa disservizi per i cittadini nel periodo più intenso dell'anno. Ferie forzate alle Poste, disagi in vista
Domenica 5 Dicembre 2010, Noale (VE) - Vengono messi in ferie forzate nel periodo di lavoro più intenso dell'anno. Succede negli uffici postali del Miranese e della Riviera del Brenta dove i dirigenti delle Poste italiane hanno deciso di far smaltire le ferie residue per addetti agli sportelli ed ai portalettere proprio in questo periodo dove la mole di lavoro è enorme con tredicesime, bolli, scadenze e pubblicità aumentata a livelli esponenziali. «Siamo alle solite -afferma il segretario provinciale Cisl Slp Conte - cambiano i tempi ma non cambia la mentalità dei dirigenti i quali per raggiungere il budget non tengono conto dei disservizi che vanno a creare nella cittadinanza». Ma tantè. Negli uffici postali alcuni sportelli risultano non operativi già solitamente per carenze di personale già note a tutti, in questo periodo si sottraggono altre unità e le code già lunghe diventano chilometriche. «Nel mese di dicembre per fortuna aumenta la corrispondenza - sottolinea il sindacalista - e per tutta risposta i dirigenti danno ordine ai direttori degli uffici postali di mettere obbligatoriamente in ferie i postini con il risultato della posta ferma per settimane».
Per il recapito della corrispondenza inoltre ci sarà dal prossimo 1. gennaio la liberalizzazione del mercato e novità sono in arrivo anche per l'orario di lavoro dei postini che dovrebbero allungare il servizio dal lunedi al venerdi non consegnando più la posta al sabato. «Il futuro è alle porte con la liberalizzazione del mercato - conclude il segretario Cisl - e le Poste italiane si presentano con questi dirigenti che non riescono a capire le esigenze del mercato. Come sindacato siamo fortemente preoccupati per il prossimo futuro».
Con l'arrivo dei privati nella gestione della corrispondenza il recapito della posta a domicilio dovrebbe avere un cambiamento anche se attualmente non è ancora definita la nuova organizzazione del lavoro.

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