La Cisl in piazza: «Giù le tasse per dipendenti e pensionati»

La Cisl in piazza: «Giù le tasse per dipendenti e pensionati»
In Italia 44,9% di pressione sul lavoro, la media Ue è il 37,8% Castellani: «Pagare è antipatico, ma dobbiamo pagare tutti»

«Un nuovo patto fiscale che preveda agevolazioni e meno tasse per lavoratori e pensionati». È quanto chiede la Cisl, con un'iniziativa nazionale che a Verona si è svolta in piazza Bra con distribuzione di volantini.
Per la Cisl, che ha incontrato la stampa nella sede in lungadige Galtarossa, coloro che pagano le tasse fino in fondo, subiscono un salasso che non è più sostenibile. Come si apprende dai dati resi noti dalla guardia di finanza, da inizio anno in Veneto, sono stati recuperati redditi sottratti all'imposizione diretta per oltre 3,5 milioni di euro, +11% rispetto al 2008. Verona è la seconda provincia veneta per evasori accertati, 115 per una base imponibile sottratta a tassazione di circa 718milioni di euro. Al primo posto Venezia, dove sono stati scoperti 174 evasori per una base imponibile sottratta di 1,6 miliardi di euro. Da gennaio a Verona, le ispezioni della finanza hanno portato alla scoperta di Iva evasa per circa 79 milioni di euro +10% rispetto al 2008. Sono stati, inoltre, individuati, 115 tra evasori totali, completamente sconosciuti al fisco, e paratotali, che hanno presentato dichiarazioni con basi imponibili inferiori alla metà di quelle realizzate. Per quanto concerne i reati tributari consumati e scoperti, a Verona sono 110 i soggetti denunciati all'autorità giudiziaria, per 115 violazioni accertate. Nel corso degli interventi, sono stati individuati 287 lavoratori irregolari o in nero.
E questo è solo lo scoperto. Dai numeri si percepisce che l'evasione aumenta e la pressione fiscale ricade su coloro che le tasse le pagano interamente. La base imponibile evasa in Italia è 300 miliardi di euro annui, un quinto dell'intera ricchezza prodotta nel paese. In altri termini, se in Italia produciamo 1.500 miliardi ogni anno, 300 di questi non sono tassati e il fisco non incassa 100 miliardi di euro.
«Cento miliardi di euro l'anno aiuterebbero la ripresa», afferma Massimo Castellani, segretario provinciale della Cisl, «ridurrebbero e azzererebbero in pochi anni il debito pubblico, se tutti pagassimo le tasse in Italia vivremo nel paese di Bengodi».
Ma c'è chi invece le tasse le paga, eccome: i lavoratori dipendenti e pensionati rappresentano l'86% dei dichiaranti e il 90 % del reddito complessivo. Il 91 % dei contribuenti dichiara un reddito inferiore a 35mila euro l'anno e solo lo 0.9% dichiara redditi superiori a 100mila euro l'anno, pari a 355mila contribuenti. In Italia, insomma pagano le tasse prevalentemente le figure più deboli della società, quelle con redditi bassi e soprattutto quelle con la tassazione alla fonte.
L'Eurostat dice che l'Italia è paese europeo con la maggiore tassazione sul lavoro, il 44,9%, rispetto alla media europea del 37,8. Secondo l'Ocse, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che raggruppa le 30 economie dei paesi più industrializzati, in Italia le pensioni sono tassate il doppio rispetto alla media Ue.
«La crisi che viviamo è entrata nelle nostre case in modo violento e inaspettato creando disorientamento, insicurezza e riducendo il livello di democrazia, come sempre avviene quando si riduce l'autonomia economica delle persone», sottolinea Castellani, «Bisogna alleggerire la pressione fiscale su stipendi e pensioni. Ciò permetterebbe di superare la crisi in tempi più rapidi incentivando i consumi dell'86% dei contribuenti. Un paese moderno, industrializzato e democratico passa attraverso il rispetto delle regole da parte di tutti. Le tasse, pur essendo la regola più antipatica», ammette Castellani, «dobbiamo imparare a pagarle tutti».
Elisa Costanzo

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