La Cisl: flessibilità e tutele. Porto verso la riconferma
La Cisl: flessibilità e tutele. Porto verso la riconferma
Aperti ieri i lavori del congresso provinciale. La segretaria uscente: «Ci deve essere la
garanzia di ammortizzatori sociali»
Giovedì 23 Aprile 2009. Verona. «Di fronte a questa crisi dobbiamo riprogettare il modello
Veneto, e la Cisl vuole essere tra gli attori di questa sfida, che deve partire prima di tutto dal lavoro
e dai valori del lavoro. La nostra proposta è verso un sistema di "Flex-Security" dove a fianco della
necessaria flessibilità del lavoro vi sia la certezza e la garanzia di ammortizzatori sociali per tutti, di
uno sviluppo sostenibile per la terra e per le persone. Come dice il titolo di questo congresso: "noi
vivremo del lavoro"».
Sono stati questi i cardini dell'intervento con cui ieri, in Fiera a Verona, Franca Porto, segretaria
generale della Confederazione italiana sindacato lavoratori, ha aperto il 10° congresso regionale,
che ha visto la presenza di 465 delegati in rappresentanza di 436.677 iscritti (26820 in più rispetto al
2005), dei quali 201.866 sono lavoratori attivi e 226.222 pensionati. Porto, che si ricandida con
l'intera segreteria uscente alla guida della Cisl Veneta (domani 24 ci sarà l'elezione del Consiglio
generale regionale che poi esprimerà la segreteria), ha aperto una tre giorni di dibattito sul futuro
del lavoro, ma anche dei rapporti sociali e del welfare in un periodo di crisi come questo. Una crisi
che ha toccato in prima persona nei mesi scorsi la stessa Cisl, con i problemi economici (si parla di
un buco di 6 milioni) che hanno portato al commissariamento ed alla messa in liquidazione dello
Ial-Cisl, l'ente di formazione della Cisl. Fuori dal padiglione che ospitava il congresso, infatti, c'era
ieri una rappresentanza dei 60 dipendenti Ial licenziati lo scorso settembre, 12 dei quali ancora oggi
attendono una sistemazione. Una ventina di persone che hanno manifestato, fermando per chiedere
un intervento l'assessore regionale alla formazione Elena Donazzan.
Questo, mentre dentro la Fiera, dopo la segretaria Porto, interveniva il presidente del Veneto,
Giancarlo Galan, che ha rivendicato subito l'impegno della Regione sul fronte della crisi
economica: «Ci sono a disposizione 120 milioni di euro per la cassa integrazione in deroga e 230
milioni di euro del Fondo Sociale Europeo per la formazione. La giunta regionale ha erogato
stanziamenti diretti di 290 milioni di euro che mobiliteranno ulteriori risorse per 680 milioni di
euro».
«Il fondo regionale anticrisi è sicuramente una buona risposta, ma temo che basterà solo per
l'immediata emergenza - ha replicato Massimo Calearo, imprenditore e onorevole del Pd -. Sarebbe
ora che Veneto Sviluppo, la finanziaria regionale nata proprio per dare sostegno all'economia
veneta, lasciasse perdere di investire in partecipazioni e progetti finanziari chiamiamoli
"particolari", e si mettesse a fare veramente da Venture Capital, sostenendo giovani aziende, dando
la possibilità a chi ha idee di creare nuove imprese».
«Un certo modello di Veneto, certamente di successo e che ha funzionato per anni, si è esaurito
proprio con questa crisi economico- finanzaria - ha concluso la segretaria Porto -. L'accordo
anticrisi sottoscritto con la Regione è un passo importante, ma serve di più e come Cisl noi
lanciamo una proposta di un'alleanza tra parti sociali ed enti locali per aumentare il peso "politico"
del Veneto a Roma per ottenere risorse finanziarie proporzionate alla capacità produttiva ed alle
attività economiche della nostra regione».
Massimo Rossignati
IL GAZZETTINO - Giovedì 23 aprile 2009