La Cisl del Veneto punge la politica «Riforma fiscale»
La Cisl del Veneto punge la politica «Riforma fiscale»
Sancita l'alleanza con le associazioni di categoria Franca Porto: «In prigione chi non paga le tasse» Andrea Tomat: «Sistema da cambiare per gradi»
INVIATO A VENEZIA
L'americano è abituato a sentirsi azionista della federazione, l'italiano è abituato a sentirsi suddito della stato centralista. Questa la mirabile sintesi dello stato dell'arte fiscale nel nostro paese elaborata dal prof. Mario Bertolissi, ordinario di Diritto costituzionale dell'Università di Padova. Una premessa eloquente per dire a Franca Porto e alla Cisl del Veneto che spingere sull'idea di riforma fiscale è un'idea sacrosanta e condivisibile. Il problema è che tra il dire e il fare c'è di mezzo la politica. E quindi si resta sul fronte del dire.
«Però noi abbiamo deciso di dirlo forte - sbotta la Porto, che ieri ha organizzato al Centro pastorale Urbani di Zelarino (Venezia) il seminario "Fisco, la vera riforma istituzionale" - e vogliamo che la politica e i politici ascoltino la nostra proposta e la discutano. È ora di dire, per esempio, che chi non paga le tasse va mandato in prigione. E non è uno slogan di facile presa, è solo la premessa di una riforma del sistema fiscale italiano che non può più essere rinviata».
E come mai un sindacato si fa promotore di una riforma che, in apparenza, ha ben poco di sindacale? «Solo in apparenza - osserva Franca Porto -. La verità è che il sindacato si occupa dei diritti e degli interessi di chi ha meno. E attraverso la politica fiscale, che attualmente penalizza troppo i lavoratori dipendenti, si possono ottenere ottimi risultati e un miglioramento reale delle condizioni generali».
Solo che la voce della Cisl, per quanto significativa (mezzo milione di iscritti in Veneto), non basta. Perché la politica si accorga di questo malcontento ci sono due strade alternative da percorrere: o si va in piazza, o si cerca il dialogo coinvolgendo le altre categorie sociali. La Porto comincia da questa seconda opzione e ieri a Zelarino ha invitato i rappresentanti delle associazioni di categoria regionali. E Andrea Tomat (Confindustria), Claudio Miotto (Confartigianato) e Maurizio Franceschi (Confesercenti) hanno condiviso l'iniziativa e, nel corso di una tavola rotonda moderata da Ario Gervasutti, direttore del Giornale di Vicenza, hanno cominciato a delineare una sorta di approccio unitario al problema.
«Non è una questione di destra o sinistra - ha spiegato Tomat -. La riforma fiscale è una riforma di civiltà. Sull'impianto progettuale dato dalla Cisl si potrà discutere sui dettagli. Ma, nel complesso, le proposte sono condivisibili. E lo sappiamo bene noi imprenditori, spesso messi in difficoltà da un sistema impositivo che ci mette fuori concorrenza. Si deve cambiare, ma per gradi».
«Noi siamo vicini al documento Cisl - aggiunge Claudio Miotto - soprattutto per quanto riguarda il sistema sociale, la famiglia e l'attenzione ai redditi. Le nostre imprese sono imprese famiglia non imprese di capitale. La pressione fiscale per loro è eccessiva, la burocrazia connessa pure e costituisce un ulteriore costo. La riforma è uno strumento per guardare avanti, costruire progetti nuovi e uscire dalla crisi».
Maurizio Franceschi ricorda il problema cruciale: «Non nascondo che l'evasione c'è - dice -. Il nostro è un sistema complicato e che favorisce l'evasione fiscale; è indubbio che le parti sociali devono concorrere unitariamente e trovare punti di condivisione per chiedere al governo di dare finalmente avvio alla riforma».
Marino Smiderle