La Cgil: «Basta tagli alla Speedline». Ma cresce il timore per il piano di ridimensionamento

La Cgil: «Basta tagli alla Speedline». Ma cresce il timore per il piano di ridimensionamento
S. MARIA DI SALA. C'è preoccupazione tra i lavoratori della Speedline dopo l'incontro andato a vuoto martedì al Ministero dello Sviluppo economico a Roma. A questo punto quella di lunedì 19 aprile diventa una giornata decisiva, perché per quel giorno sono state riconvocate di nuovo le parti per discutere del nuovo piano che la multinazionale svizzera Ronal dovrà presentare. E se le cose dovessero andare male, non è detto che si arrivi allo scontro, anche se Cgil e Cisl non vogliono indietreggiare neppure di un millimetro. «La proprietà - dice il rappresentante della Fiom Cgil Luca Trevisan - deve mettere nelle condizioni lo stabilimento di Tabina di ridurre il gap con gli altri del gruppo. Per questo Ronal deve fare investimenti su Speedline». Il Ministero, infatti, l'altro ieri ha bocciato il piano annuale avanzato da Ronal, che prevede tagli produttivi immediati, con una riduzione del personale da 530 a 470 unità, per poi passare, esternalizzando alcuni servizi, a 250. Questo significherebbe più che dimezzare i lavoratori rispetto agli attuali. Ma qui i sindacati hanno detto, così come il governo, che non si possono tollerare altri sacrifici di dipendenti. «Con la riduzione dei volumi e dell'organico - continua Trevisan - si rischia il declino della fabbrica. A questo punto vediamo se Ronal sarà in grado di presentare una nuova proposta sul tavolo e poi decideremo come valutarla». Tra le altre notizie negative di martedì, poi, nel pieno dei colloqui è arrivata la comunicazione ai sindacati dai delegati Ronal, che in Messico sarà trasferita la linea dei cerchi per la Corvette. La stessa operazione di inizio marzo, quando era stato fatto altrettanto per la realizzazione dei cerchi Audi, spostati in Germania. E Cgil e Cisl temono che a poco a poco la fabbrica di Tabina chiuda. Ronal avrebbe comprato Speedline solo per «vampirizzarla» svuotandola dei suoi brevetti industriali. «Il piano di Ronal - prosegue Trevisan - è inaccettabile e noi questo lo abbiamo detto chiaro e tondo al governo. Vogliamo subito sapere quali sono le prospettive di Tabina, che non deve essere chiusa o ridimensionata. Anzi, si metta subito lo stabilimento di Speedline al pari degli altri del gruppo». (a.rag.)

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