La Cgia: un assunto negli iper vale due licenziati nei negozi. Bortolussi: «La Lega scopre il problema ora. Dov'erano?» Ma Federdistribuzione s'indigna: «Dati sconcertanti»
La Cgia: un assunto negli iper vale due licenziati nei negozi. Bortolussi: «La Lega scopre il problema ora. Dov'erano?» Ma Federdistribuzione s'indigna: «Dati sconcertanti»
VENEZIA - Chilometro zero sempre e comunque. Per la spesa come per lo shopping. La Lega scopre di avere il Veneto invaso dalle superfici commerciali e dalla grande distribuzione e corre, politicamente, ai ripari. Ieri dalle colonne del Corriere Luca Zaia aveva fatto sua la battaglia dei commercianti contro le grandi superfici. Gli rispondono i dati confezionati dalla Cgia di Bepi Bortolussi, neo consigliere regionale dell'opposizione, che per prima cosa s'indigna: «Dov'è stato Zaia finora? Sono al governo da 13 anni. Quando si crea un posto di lavoro nella grande distribuzione, se ne perdono sei nella piccola. In Veneto le superfici commerciali sono cresciute dal 2001 al 2009 più di altre regioni, spero che ora si inverta l'andamento». In otto anni, osserva la Cgia, a fronte di 24 nuovi ipermercati, con 2.728 addetti in più, ci sono 4.279 imprese in meno nel commercio al dettaglio in esercizi specializzati (vedere la specifica dei dati nella tabella). Confcommercio, che in questi anni si è opposta in modo anche molto forte alle nuove concessioni alla grande distribuzione, arrivando a fare ricorso al Tar contro l'outlet di San Donà di Piave, afferra la protesta per le corna: «Non siamo contro la grande distribuzione in quanto tale, ma siamo per regole condivise e rispettate tanto dai grandi quanto dai piccoli- spiega il presidente veneto di Confcommercio, Massimo Zanon- siamo per la libera impresa, ma certe libere imprese hanno un forte sapore di operazioni immobiliari più che di risposte a una reale domanda di tipo commerciale. E comunque basta: siamo in troppi». I dati di Bortolussi, però, vengono contestati duramente da Federdistribuzione, che li definisce «sconcertanti» in quanto prendono in considerazione solo le superfici alimentari e miste superiori ai 2.500 metri quadri, «escludendo formule rilevanti quali supermercati, discount, minimarket, grandi magazzini, le grandi superfici specializzate nei prodotti non alimentari, che negli ultimi anni hanno contribuito in maniera decisiva all'incremento occupazionale».
Polemiche a parte, i dati, presi con i limiti che sottolinea Federdistribuzione, dicono però qualcosa sul rapporto difficile tra grande distribuzione e piccoli negozi. «Tra il 2001 e il 2009- spiega Bortolussi- a un aumento di poco più di 21.000 addetti nella grande distribuzione, nelle piccole botteghe commerciali si sono persi quasi 130.000 posti di lavoro. Vale a dire che a ogni occupato che ha trovato un'occupazione nei centri commerciali, si sono persi 6 posti di lavoro tra i piccoli negozianti. Ora Zaia si appropria di questo concetto, ma è come per la cattedra di Dialettologia: c'è da 40 anni e lui la scopre ora! I proclami tardivi sono la sua specialità». Risponde Maurizio Conte, assessore leghista della giunta Zaia: «Le richieste e i progetti che finora sono rimasti a giacere presso l'ente Regionale del Veneto per la loro valutazione saranno sottoposti a un'attenta disamina che terrà in considerazione il principio di territorialità e le decisioni che successivamente verranno attuate terranno invece conto di come negli ultimi decenni il sorgere di molti grandi centri commerciali abbia messo in ginocchio moltissime piccole attività che caratterizzano, in questo ambito, l'identità del nostro Veneto. Sarà pertanto un obiettivo prioritario di questa nuova Giunta quello di una rimodulazione delle tassazioni al piccolo sistema commerciale, un nuovo impulso che allenti la stretta fiscale per la categoria economica dei nostri bottegai, artigiani, commercianti eccetera, ma che induca però a un abbassamento dei prezzi».