La Casellato: «Ora meno rotatorie». Muraro: «Scuola nuova priorità»

La Casellato: «Ora meno rotatorie». Muraro: «Scuola nuova priorità»
Sabato 7 Maggio 2011, TREVISO - Le scuole della Marca sono sicure. Lo confermano anche i sindacati. Il rischio, però, è che questi contenitori siano più belli di quello che riescono a contenere. Ed è proprio di questo che si è parlato nel confronto tra i candidati alla presidenza della Provincia organizzato dal Sindacato autonomo lavoratori scuola (Snals) e andato in scena ieri al Palladio davanti a un centinaio di persone, tra insegnanti e personale Ata. «Non ci si può accontentare delle strutture se poi non si riesce a metterci dentro nemmeno unoalavagna multimediale, se non attraverso collette e raccolte di fondi - ha attaccato Casellato (centrosinistra), che con i suoi 35 anni di insegnamento alle elementari giocava quasi in casa - . La Provincia deve fare magari qualche rotatoria in meno e dare qualche contributo in più». Una stoccata che Muraro, seduto a fianco, ha incassato senza battere ciglio. «Di più, la Provincia dovrebbe fare una mappa dei mestieri - aggiunge la candidata alla guida del Sant'Artemio - per concordare percorsi di formazione sulla base della domanda e dell'offerta». Il presidente uscente, però, dopo aver elencato quanto fatto negli ultimi anni, è passato al contrattacco. «Stiamo lavorando al progetto che porterà all'inserimento di 5 mila giovani nelle aziende trevigiane, che hanno bisogno di forze fresche e nuovi saperi. Ma dobbiamo ricordarci che non possiamo intervenire sugli insegnamenti nelle scuole superiori - ha ribattuto il candidato del centrodestra - nel prossimo mandato, comunque, la priorità sarà la scuola, non più la viabilità, visto che anche con le rotatorie siamo riusciti a dimezzare il numero dei morti sulle strade».
In cauda venenum, insomma. Mentre Zabotti, ieri impegnato in un tour de force del Terzo polo, punta tutto sul coordinamento. «La Provincia deve esaltare questo suo ruolo - ha spiegato - bisogna investire in attrezzature e nella formazione professionale, smettendola di affrontare le questioni solo con tagli lineari e indistinti».
M.F.