LE CATEGORIE. Roberto Zuccato (Industriali). "La nostra terra ha gli anticorpi per debellare il marcio"
"Non è una sorpresa che la mafia potesse purtroppo tentare di infiltrarsi anche nel nostro tessuto economico. Ma i fatti emersi ieri testimoniano quanto importante sia continuare a tenere alta l'attenzione e per questo ringrazio le forze dell'ordine e la magistratura per il lavoro svolto anche in questa occasione". È quanto ha dichiarato ieri Roberto Zuccato, presidente degli Industriali vicentini. "I fenomeni criminali scoperti e le modalità con cui si sono manifestati devono essere di monito a tutti gli imprenditori: capisco che in situazioni disperate si è disposti a tutto pur di salvare la propria azienda, ma non va mai dimenticato che il denaro facile non esiste. Il nostro territorio ha tutti gli anticorpi per sconfiggere il cancro emerso da questa indagine, ma per farlo non dobbiamo accettare il ricatto del silenzio, e nel caso di situazioni poco chiare dobbiamo rivolgerci immediatamente alla magistratura".
Agostino Bonomo, neopresidente della Confartigianato, punta sui consorzi. "La Confartigianato vicentina vive ogni giorno a stretto contatto con 20 mila piccole aziende, e posso testimoniare che da nessuna di esse è mai giunta segnalazione di fenomeni estorsivi o legati all'usura. La nostra esperienza ci fa pensare che si tratti di episodi molto limitati. Anche perché proprio le organizzazioni di categoria possiedono un potente strumento che può aiutare le aziende in difficoltà finanziaria: quello dei consorzi fidi attivi capillarmente in tutto il territorio provinciale, come nel caso del nostro ArtigianFidi".
La Cgil del Veneto invece ribadisce che "con l'operazione di ieri è stato portato allo scoperto un nuovo filone di attività criminose del clan dei Casalesi in Veneto e nel Nord Italia. Quanto emerso rafforza la convinzione che vi siano - già da tempo - forti infiltrazioni mafiose e camorristiche nel nostro tessuto economico, oltremodo favorite oggi dalla crisi in atto. Gravissimi sono i danni per i lavoratori che in conseguenza di ciò non solo hanno perso l'occupazione ma anche la liquidazione ed altre spettanze. Stesso danno hanno subito i dipendenti di quegli imprenditori che pagavano personaggi legati alla mafia per risolvere i loro problemi e si sono trovati frodati a loro volta. La Cgil è impegnata a sostenere i lavoratori danneggiati e valutare quali strade intraprendere affinché possano ottenere il giusto risarcimento. Al presidente della Regione, Luca Zaia, chiediamo di farsi carico di questi problemi coinvolgendo, oltre alle istituzioni, anche la società attraverso le sue rappresentanze per creare un argine alla mafia".