LAVORO.Quattro i progetti finanziati dalla Regione nel Vicentino. Dalla mobilità all'occupazione. Ma temporanea
LAVORO.Quattro i progetti finanziati dalla Regione nel Vicentino. Dalla mobilità all'occupazione. Ma temporaneaGrazie ad aziende orafe, metalmeccaniche e conciarie 107 disoccupati sono stati reinseriti ricorrendo a contratti a tempo determinatoRitrovare il lavoro in periodo di crisi? A Vicenza si può. Almeno per alcuni mesi. Lo dimostra il progetto "Sostegno all'occupazione: nel Veneto è realtà", un intervento di riqualificazione e reinserimento dei lavoratori in mobilità messo in campo dall'Ente nazionale canossiano, Cfp Madonna del Grappa con la collaborazione di agenzie per il lavoro, centri per l'impiego e aziende.L'INTERVENTO. L'intervento, finanziato dalla Regione e dal Fondo sociale europeo, si è svolto in tutto il Veneto, attraverso nove progetti: quattro dei quali hanno interessato Vicenza. Sono state quindi coinvolte le aziende del settore metalmeccanico, orafo e della concia. «Perché - spiega la responsabile dell'Enac, Anna Cracco, che ha curato il progetto vicentino e che ha presentato i dati ieri pomeriggio a Montecchio Maggiore - sono i settori più diffusi in questo territorio. E i risultati hanno dimostrato una leggera ripresa».IDENTIKIT. Il progetto vicentino ha coinvolto 167 lavoratori disoccupati. «La maggior parte di loro, molti extracomunitari - continua Cracco - avevano tra i 30 e 45 anni. Parliamo quindi di una fascia d'età che fa molta fatica, una volta perso il lavoro, a trovare una nuova occupazione.Senza dimenticare che molti di loro possedevano solamente la licenza media». Molti dei lavoratori erano inoltre operai.PROGETTO. Il progetto è stato suddiviso in tre fasi. Dapprima sono stati contattati gli utenti. «Grazie ai centri per l'impiego - prosegue Cracco - e non è stato un compito molto facile. Molti disoccupati, infatti, sono spesso restii a farsi dare una mano e preferiscono arrangiarsi».Una volta selezionati, grazie alle agenzie di lavoro, sono quindi partiti i processi di formazione. «Strumento indispensabile per il reinserimento - prosegue - considerato che i lavoratori sono stati destinati ad altri settori rispetto a quelli in cui erano abituati a lavorare». Terminata la fase di apprendimento sono cominciati i colloqui e successivamente il reinserimento definitivo. «A Vicenza il 70 per cento degli utenti ha trovato lavoro grazie alle agenzie. Si tratta di un dato esemplificativo che mette in luce come durante questo periodo venga messa al primo posto la propria disponibilità a svolgere qualsiasi mansione, piuttosto che scegliere un lavoro specifico».NUMERI. Ma quanti hanno effettivamente trovato occupazione? Rispetto ai 167 utenti del Vicentino coinvolti, 107 sono stati reinseriti nel mercato del lavoro. L'occupazione, però, non si può dire definitiva considerato che allo stato attuale solamente 66 di loro sono effettivamente lavoratori. «Sono stati stipulati quasi tutti contratti a tempo determinato - continua Cracco - la maggior parte dei quali della durata di 12 mesi. Solo tre utenti hanno trovato un'occupazione senza scadenza». Segno che, nonostante la cauta ripresa, la situazione resta ancora complicata.CONCIA. Esemplare il settore della concia dove non esiste la parola "indeterminato". La maggior parte dei contratti, infatti, dura giusto qualche mese. «Addirittura - continua Cracco - all'interno delle concerie si parla di giorni e settimane in riferimento alla scadenza del proprio contratto». Se si prendono in considerazione gli 81 lavoratori in mobilità, 45 di loro sono riusciti a trovare una nuova collocazione. Attualmente, però, lavorano solamente in 22. Nessuno di questi ha un contratto a tempo determinato. «Per ottenere inserimenti lavorativi più lunghi - conclude Anna Cracco - l'utenza deve rivolgersi a settori diversi, con grande difficoltà vista l'alta specializzazione nelle produzioni conciarie».L'ARENA DI VERONA