LAVORO. Un «grazie»al vescovo
LAVORO. Un «grazie»al vescovo
Bene ha fatto monsignor Zenti, in occasione delle celebrazioni di San Zeno, a richiamare l'attenzione di quanti, troppi, in questi mesi hanno perso il posto di lavoro. La perdita del lavoro è devastante per la persona e per la sua famiglia non solo per le ricadute economiche. Incide profondamente nell'animo, nell'autostima e mette a dura prova gli affetti familiari e relazionali.
Le drammatiche storie che mi raccontano i disoccupati terminano sempre con una domanda lacerante, «lo potrò trovare ancora un lavoro»? È la perdita della speranza che viene meno. È la paura di perdere quanto si è costruito in tanti anni. È la paura di dover mettere in discussione la famiglia. È la paura di non poter garantire un futuro ai figli. È la paura di essere esclusi dalla società. È la paura di non poter pagare il mutuo o l'affitto e di perdere la casa. È la paura... che ti blocca il tentativo di rialzare la testa per ricostruirti un futuro.
E le parole del Vescovo di Verona non possono che aiutare ad avere fiducia nel domani, a sentirsi meno soli, a sentirsi partecipi di una comunità. Solo la Solidarietà e la Responsabilità da parte di tutti posso aiutare, in questi periodo, le persone che hanno perso il lavoro. La solidarietà e la responsabilità non sono per tutti uguali, se il richiamo è per tutti, tutti dovranno rispondere secondo il ruolo che svolgono all'interno della società veronese.
Se siamo tutti consapevoli che è il lavoro il problema principale in questo momento, se tutti siamo consapevoli che una crisi così non accadeva dal dopoguerra, se siamo tutti consapevoli che per ritornare alla produzione del 2007 impiegheremo 10 anni, io credo che chi ha la responsabilità di gestire ingenti risorse economiche si debba fare avanti per metterle a disposizione del lavoro, dell'economia, della democrazia. Altrimenti accadrà la stessa sorte di quanti si sono costruiti il bunker antiatomico sotto casa. In caso di deflagrazione atomica loro si salveranno, ma quando usciranno troveranno solo cenere e nient'altro.
C'è un altro elemento che blocca l'economia e il lavoro ed è l'evasione fiscale. L'evasione fiscale in Italia è più di 100 miliardi di euro all'anno. Dobbiamo imparare a interpretarla non come una furberia da parte di qualcuno, troppi purtroppo, ma la volontà di sottrarre risorse alla comunità per lo sviluppo, la ricerca, l'innovazione, in una parola, per il lavoro.
Monsignor Zenti, grazie e sappia che i suoi moniti per il lavoro aiutano molto anche chi dei problemi legati al lavoro e al sociale ne ha fatto uno scopo di vita.
Massimo Castellani
SEGRETARIO GENERALE CISL-VERONA