LAVORO. Nel 2009 l'Inps ne ha erogate 39.080, sono state 37.204 quelle registrate nel 2010

A Verona indennità di disoccupazione -4,8%. In Veneto sono state 197.493 rispetto alle 204.862 del 2009 La Cisl: «Senza una forte ripresa si rischia la cronicizzazione»

Sono state 197.493 le domande di prestazioni a sostegno del reddito (in grandissima parte costituite dalle tipologie di indennità di disoccupazione) presentate alle sedi Inps del Veneto nel 2010, 7.400 meno rispetto al 2009.
La flessione, afferma la Cisl del Veneto che ha analizzato i dati dell'Inps, è dovuta in gran parte al sostanzioso calo delle domande a «requisiti ridotti» (-6.000) presentate da dipendenti con contratto a termine che non raggiungono i 6 mesi di lavoro nell'anno e che fotografano l'occupazione dell'anno precedente alla domanda.
Un confronto utile, rileva la Cisl, si ha guardando agli anni pre-crisi quando le domande che arrivavano all'Inps non superavano le 70-80 mila all'anno. Risultano ancora più chiari i danni della crisi guardando alla sola indennità di disoccupazione ordinaria dove le quantità dei due anni di crisi differiscono di poco: 135 mila nel 2009 e 133 mila nel 2010: il triplo rispetto alla media degli anni precedenti.
Va anche sottolineato, precisano gli analisti della Cisl, che si tratta di numeri al netto delle circa 13 mila indennità che hanno coperto non la vera disoccupazione ma altrettante sospensioni del lavoro, come previsto dalle norme di legge anticrisi 33 del 2009).
Le indennità «ridotte» sono passate da 43mila nel 2009 a 37mila nel 2010. Sono però diminuite non tanto nelle province dove ne sono erogate di più per la forte presenza di lavoro stagionale, come Venezia (turismo) e Verona (turismo e agroindustria), ma piuttosto nelle altre dove sono conseguenti a lavori brevi nel manifatturiero e nei servizi. Una conferma quindi, speculare, della perdita di occupazionenei contratti a breve termine che si è avuta nel 2009 rispetto al 2008 (le domande sono presentate nei primi tre mesi dell'anno successivo).
Infine, a sorpresa, secondo la Cisl del Veneto, crescono le indennità di disoccupazione agricola: 10.400 domande presentate nel 2009, 11.300 nel 2010. Segno che l'occupazione stagionale in questo settore è cresciuta. E questo nonostante sia aumentato il ricorso al lavoro dei cittadini extraUe con permesso di lavoro stagionale, che non possono beneficiare dell'indennità di disoccupazione, come pure l'uso dei voucher per il consumo dei quali il Veneto è la prima regione d'Italia, che hanno sostituito i rapporti di lavoro dipendente ma piuttosto hanno fatto emergere il lavoro nero delle vendemmie e delle raccolta di frutta. Le domande di questa indennità sono concentrate nelle province a vocazione agricola: Verona, e poi Rovigo, Treviso e Padova.
«Il 2010 ha visto nel Veneto un consumo da record degli ammortizzatori sociali tradizionali ed in deroga», commenta Giulio Fortuni, segretario della Cisl del Veneto responsabile del mercato del lavoro, «Tante domande di disoccupazione significano tanti posti di lavoro persi. Il problema è che non vengono rimpiazzati a sufficienza da nuovi posti. Da mesi», dichiara Fortuni, «andiamo dicendo che una parte della disoccupazione si sta cronicizzando e molte persone non ritrovano da mesi e mesi un lavoro, magari transitorio. Un sostegno, ma solo per una parte di queste, può arrivare dalla indennità di mobilità in deroga».
La via d'uscita rimane il ritorno di una crescita concistente. «Quello che serve», sostiene Fortuni, «è una forte ripresa economica con effetti sull'occupazione e servizi per riqualificare e ricollocare al lavoro. Della prima al momento non c'è traccia. Circa i servizi per il lavoro basti dire che per il 2011 i finanziamenti previsti alla legge regionale 3/2009 (cui fanno riferimento queste attività) sono pari a zero euro».