LAVORO. In un convegno della Cisl il punto sul fenomeno con i numeri e le cause legali: in Veneto 127 i morti ogni anno.Amianto, mille casi a Verona: 132 i decessi in dieci anni.
Castellani: «Dal 1994 già 1.500 richieste di risarcimento» Tirelli: «Dai 120 ai 400mila euro e spesso però vanno agli eredi»
Se da una parte diminuiscono gli infortuni sul lavoro, nessuno pare accorgersi che stanno aumentando le malattie professionali anche mortali. E tra dieci anni si raggiungerà il culmine di decessi per esposizione ad amianto. Nasce da questa considerazione l' idea del convegno, organizzato ieri mattina dalla Cisl di Verona, al Centro congressi cantina sociale di Soave, intitolato «Amianto: le persone, i numeri ed i diritti in relazione alle malattie professionali correlate».
All' incontro hanno partecipato Enzo Merler, medico del lavoro, Ulss 16 di Padova, l'avvocato veronese Massimo Tirelli, Luciano Romeo e professore associato di medicina del lavoro all'ateneo di Verona. Erano inoltre presenti anche il procuratore generale della Repubblica di Firenze Beniamino Deidda e Federica Ormanni, sostituto procuratore di Verona, oltre a Massimo Franzoni, Università di Bologna e Roberto Riverso, magistrato del lavoro. Sono intervenuti anche Massimo Castellani e Franca Porto, segretari di Cisl Verona e Cisl Veneto.
In Veneto sono in media 127 i morti ogni anno, 1.190 nel decennio dal 1997 al 2007 e raddoppieranno da qui al 2017. Verona, con la provincia, si colloca tristemente al terzo posto con 132 decessi monitorati, nel decennio di riferimento, dietro solo ai 157 di Padova e ai 210 di Venezia.
FUORI LEGGE DAL 1992. L'esposizione più comune all'amianto può essere avvenuta in occasione di lavoro ma oltre ai lavoratori esposti, bisogna ricordare che un' aumentata incidenza di malattie legate all'asbesto è stata riscontrata anche tra i familiari dei lavoratori a contatto con l'amianto e tra i lavoratori impiegati in vicinanza di quelli a diretto contatto con il minerale. L'impiego dell'amianto è fuori legge in Italia dal 1992, ma sono molte le aziende che non hanno ancora provveduto ad una completa riorganizzazione. Il settore piu colpito è quello dell'edilizia e quello della ricostruzione, a Verona sono state migliaia le cause previdenziali per ottenere il riconoscimento del pensionamento anticipato. I circa 300 lavoratori della Riva Acciai, ex officine e fonderie Galtarossa, i 500 lavoratori della Ferroli Spa, i 20 lavoratori della Biasi spa sono solo alcuni dei 1.100 che, attraverso la legge 257 del 1992, hanno chiesto di godere del «beneficio amianto» per raggiungere la pensione con 25 anni di servizio. «Le prime richieste di prepensionamento le abbiamo inviate nel 1994», racconta Massimo Castellani segretario generale Cisl Verona, «avevamo fatto domanda per il lavoratori di Riva Acciai e da quel momento abbiamo avuto più di 1500 cause per ottenere risarcimento dalle aziende».
RISARCIMENTI. Purtroppo però raramente i lavoratori arrivano vivi a vedersi riconoscere e il risarcimento del danno dai datori di lavoro e soprattutto l' anticipato accesso ai benefici previdenziali. «I risarcimenti vanno da 120mila a 400mila euro», aggiunge Massimo Tirelli, «ma bisogna riuscire a farseli liquidare e le assicurazioni non rispondono per il tipo di danno, perché sostengono non sia possibile individuare il momento della contaminazione. Così passano gli anni e sono solo gli eredi, quando va bene a vedersi riconoscere gli indennizzi».
Su mille casi a Verona, 85 di coloro che hanno promosso azioni giudiziali, sono deceduti prima che venisse concluso l'accertamento. Anche l' organizzazione mondiale per la Sanità, negli scorsi mesi, ha annunciato che la massima concentrazione delle malattie causate dall'amianto si presenterà tra il 2015 e il 2020.
La parola d' ordine è quindi prevenzione. Per questo da gennaio è attivo, nella sede principale del sindacato in lungadige Galtarossa e nelle sedi di Legnago e San Bonifacio, uno sportello amianto. Un operatore specializzato, avvalendosi della consulenza di medici legali, avvocati e medici del lavoro sarà in grado di orientare le persone che sono state esposte all'amianto.
Elisa Costanzo