LAVORO. Il Veneto prima regione in Italia. Record di voucher Inps nelle aziende veronesi Alla città scaligera il primato per i ticket venduti nei primi nove mesi del 2011: 301.578

Il Veneto è la regione italiana dove si usano più voucher e Verona nel 2011 è la provincia che ne ha fatto maggior ricorso. Dal 2008 a oggi degli oltre 3,345 milioni di tagliandi equivalenti da 10 euro (dei quali, per un´ora di lavoro 7,5 vanno al lavoratore e il resto in contribuzione Inps, Inail e costi) usati in Regione, sui quasi 24 milioni in Italia, 879 mila sono stati acquistati a Treviso e 875.088 a Verona.

A distanza Vicenza con 538.096, Padova 435.820, San Donà 258.073, Venezia 162.596, Rovigo 138.120 e, in coda, Belluno 58.874. Tutto ciò corrisponde in Italia ad un pagamento complessivo di oltre 33 milioni di euro. Analizzando però i primi 10 mesi del 2011, Verona, sugli 1,4 milioni di ticket Inps venduti, supera Treviso, rispettivamente 301.578 a 301.114. A seguire Vicenza (275.265), Padova (223.149), San Donà (121.939), Venezia (79.024), Rovigo (74.401), Belluno (30.710).

I comparti più interessati sono quelli per i quali i voucher sono stati pensati. Nei primi dieci mesi 2011, il mondo agricolo ne assorbe quasi 900 mila, oltre la metà destinata a prestatori d´opera stagionali. Sono ricorsi ai voucher soprattutto le imprese rispetto ai privati ed enti pubblici nei settori del commercio, turismo e servizi, che ne mettono insieme 244 mila e 190 mila sono quelli sotto la voce manifestazioni sportive, culturali o caritatevoli oppure lavori di emergenza o di solidarietà. Da quanto emerge quindi le aziende veronesi sembrano aver trovato il mezzo per regolarizzare i rapporti di lavoro occasionali.

«L´utilizzo dei voucher è privo di una ferruginosa burocrazia e può essere usato da chi dunque intende veramente avvalersi dell´impiego, anche per poche ore, di un dipendente», commenta Massimo Castellani, segretario generale Cisl Verona, che aggiunge: «in questo modo viene tolta ogni possibilità di utilizzare lavoro nero anche solo per un´ora. Bisogna come sempre vigilare per evitare che strumenti positivi possano essere utilizzati impropriamente dai soliti furbi che mascherano rapporti di lavoro tradizionali con i voucher, i furbi o meglio dire gli evasori sono sempre pronti ma spetta agli onesti denunciarli».

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