LAVORO. Fusione tra le sigle Alai e Clacs. Nasce Felsa-cisl il nuovo sindacato delle partite Iva. A Verona gli iscritti sono 1.300 e 4.000 a livello regionale.
Nasce una nuova categoria del sindacato, raccoglierà i lavoratori del Quinto Stato, il mondo delle partite Iva. Si chiama Felsa, Federazione lavoratori somministrati autonomi e atipici ed è stata partorita qualche giorno fa dalla cisl. La Felsa nasce dalla fusione di due organizzazioni della cisl: Alai, che rappresenta i lavoratori atipici interinali e la Clacs, Coordinamento lavoratori autonomi del commercio e servizi.
Il debutto ufficiale avverrà a gennaio in occasione dei 40 anni dello Statuto del lavoro, la legge voluta da Giacomo Brodolini e Gino Giugni, che per la prima volta nella storia ha definito il quadro generale delle garanzie e delle tutele per i lavoratori dipendenti. Per il sindacato, la necessità di tutela emerge mentre la crisi economica risveglia tutti gli interrogativi sul destino dei milioni di lavoratori del Quinto Stato, il mondo di chi non ha datore di lavoro né dipendenti ed è senza reti di protezione.
«Rispetto a quando il Parlamento approvò lo Statuto dei lavoratori, il mercato del lavoro è completamente diverso». afferma Emiliano Galati, segretario regionale dell'organizzazione: «L' idea è rappresentare anche quel mondo delle partite Iva che non ha tutele, ammortizzatori sociali, una previdenza decente».
Questa nuova categoria a Verona conta 1.300 iscritti, a livello regionale oltre 4mila.
Fra loro, piccoli commercianti, venditori ambulanti, benzinai, grafici pubblicitari, docenti della formazione professionale, collaboratori che vengono coinvolti nelle piccole imprese con la formula dell' associazione in partecipazione. Molte figure che in qualche caso hanno anche una controparte imprenditoriale.
La platea dei lavoratori interessati all'iniziativa, stima Galati, sarebbe vastissima: un milione e mezzo di partite Iva a livello nazionale, circa 15mila imprese individuali registrate nella provincia di Verona e inoltre quasi un milione di cosiddetti «collaboratori a progetto» a livello nazionale, di questi oltre 15mila sul territorio scaligero. «Il sindacato deve intercettare le nuove forme di lavoro», sottolinea Galati, «Anche se sono autonomi, per noi sempre lavoratori sono. Il fatto che stiamo riuscendo ad unirli per portare avanti gli interessi di tutti dimostra che c'è un grande bacino su cui agire».
E.CO.