LAVORO. Avviata anche la procedura on line La Cigs in deroga è operativa, budget 19 milioni

LAVORO. Avviata anche la procedura on line La Cigs in deroga è operativa, budget 19 milioni
La Cisl: protezioni sufficienti per i prossimi mesi di crisi

Sindacati, associazioni imprenditoriali e istituzioni hanno siglato martedì il protocollo sulle linee guida per l'applicazione della Cigs, Cassa integrazione guadagni straordinaria, in deroga come previsto dall'accordo del 30 marzo. Il protocollo dispone che i datori di lavoro che possono utilizzare la Cigs in deroga a beneficio dei dipendenti devono avere l'unità produttiva in Veneto e appartenere ai settori artigianato, terziario, cooperative (compreso trasporto e facchinaggio) e studi professionali. Escluse aziende agricole, del credito e assicurazioni, dello spettacolo, armatoriali e portuali, nonché i datori di lavoro domestico. Anche le imprese industriali, quando non vi siano le condizioni per la Cig normale potranno accedere a quella in deroga.
Si allarga, afferma in una nota la Cisl Veneto, anche la rosa dei beneficiari: oltre a operai e impiegati la Cigs in deroga è accessibile a quadri, apprendisti, lavoratori con contratto di inserimento, soci-lavoratori di cooperative, lavoratori somministrati, lavoranti a domicilio la cui azienda committente utilizzi la Cig per crisi o ristrutturazione. Il sussidio previsto è pari all'80% della retribuzione per un periodo non superiore a 6 mesi oppure 180 giornate anche non continuative.
Le domande vanno inviate alla Regione e, una volta autorizzate, l'Inps provvede al pagamento diretto delle indennità. Le risorse disponibili sono pari a 19 milioni di euro. Il sistema di accesso informatico CoVeneto per presentare le domande, che la direzione regionale lavoro stima in circa 1.600, è accessibile dal sito www.venetolavoro.it.
«La possibilità di utilizzare la Cigs in deroga», ha sottolineato Giulio Fortuni, segretario regionale della Cisl, «si aggiunge all'indennità di disoccupazione in deroga, ammortizzatore che abbiamo usato finora per sostenere il reddito di oltre 14 mila lavoratori sospesi. Abbiamo una dotazione sufficiente di protezioni sociali per affrontare i prossimi mesi della crisi». Per Franca Porto, segretaria generale di Cisl Veneto, si tratta di «cogliere l'occasione per realizzare una reale riforma degli ammortizzatori sociali: la crisi ha dimostrato i limiti del loro attuale assetto. Il Veneto, che all'avanguardia grazie alla volontà di concertazione di tutte le parti private e istituzionali, ha le caratteristiche per diventare Regione di sperimentazione avanzata di un nuovo welfare sul lavoro».