LAVORO. A Venezia tra Regione e parti sociali. Nuovo accordo su Cigs e mobilità in deroga
LAVORO. A Venezia tra Regione e parti sociali. Nuovo accordo su Cigs e mobilità in deroga
Riqualificazione necessaria per poter accedere ai sussidi
Prosegue l'iter tra Regione e parti sociali per gli ammortizzatori sociali in deroga. Ieri, a Venezia è stato sottoscritto l'accordo quadro sull'erogazione della Cigs, Cassa integrazione guadagni straordinaria, in deroga e della mobilità in deroga in attuazione dei precedenti accordi del 5 febbraio e del 16 aprile 2009. «Ci sarà un finanziamento di 50 milioni di euro ai quali, come Regione, aggiungeremo un ulteriore 30% per predisporre politiche attive a favore dei lavoratori interessati». ha dichiarato Elena Donazzan, assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro.
Tra le novità, sottolinea la Cisl Veneto in una nota, la prima prevede che, per accedere ai trattamenti in deroga, i lavoratori licenziati o sospesi dal lavoro partecipino a programmi di riqualificazione professionale. L'altra riguarda la regolamentazione di un sussidio equivalente alla mobilità per chi è stato licenziati o ha cessato il lavoro nel 2009. In questo caso i beneficiari sono i lavoratori licenziati o dimessi per giusta causa, apprendisti compresi, e chi ha concluso un contratto a tempo determinato, compresi i lavoratori somministrati. Il requisito è di almeno 90 giorni di anzianità lavorativa in azienda. La durata massima del sussidio è 4 mesi.
«Considerando l'imminente esaurimento dei fondi», ha dichiarato la Donazzan «in accordo con le parti sociali, mi sono attivata con il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi per individuare ulteriori risorse». Tenendo conto dei 9,5 milioni di euro di residui 2008 e di un primo acconto di 10 milioni, le risorse statali disponibili ammontano a 69,5 milioni, a fronte di istanze di Cigs in deroga per circa 62 milioni.
«Stiamo costruendo una rete di protezione sociale in grado di garantire sostegno al reddito per chi è in attesa di riprendere o ritrovare il lavoro», ha commentato Giulio Fortuni, Cisl Veneto, «Il sussidio equivalente all'indennità di mobilità tutela il reddito di molti lavoratori completamente scoperti, se si considerano i normali ammortizzatori».
«Si mette in pratica», ha sottolineato Franca Porto, segretaria di Cisl Veneto, «anche con l'intreccio sussidi - partecipazione alle iniziative di riqualificazione, un nuovo welfare regionale che, se supera la sperimentazione e il collaudo della crisi, potrà essere la base per una riforma in grado di modernizzare il mercato del lavoro veneto coniugando flessibilità e sicurezza sul lavoro».