LAVORO IN VENETO. Quasi 34 milioni le richieste da 5.500 aziende. La cig in deroga a 20 milioni di ore al 15 settembre

I dipendenti interessati sono oltre ventimila in forte crescita rispetto al 2009. Il 70% sono imprese artigiane, il 20 industrie

Quasi 34 milioni di ore di cig in deroga richieste da più di 5.500 imprese per 20.207 dipendenti, con una forte crescita ripetto al 2009.
Sono gli allarmanti numeri che evidenzia il report di agosto 2010 di Veneto Lavoro sull'andamento sulla cassa integrazione in deroga in Veneto.
I numeri forniti finora dall'Inps nazionale, dicono alla Cisl del Veneto, sono «come minimo, poco realistici»: ad agosto, secondo l'Istituto nazionale della previdenza sociale, sarebbero infatti poco più di 2,5 milioni le ore di cig in deroga autorizzate in tutta la regione.
Veneto Lavoro, rileva l'organizzazione sindacale, «pubblica invece i dati attinti direttamente dal Silv, il Sistema informativo regionale e i numeri emergono nella loro drammaticità».
Al 15 settembre le ore richieste di Cig in deroga sono vicine ai 34 milioni mentre scendono a 20 milioni come quantità autorizzata. A farne domanda 5.529 aziende (un migliaio hanno fatto almeno due successive domande) per integrare la retribuzione di 32.000 propri dipendenti (un terzo dell'organico totale) sospesi dal lavoro.
Il report dell'Agenzia regionale, si legge in una nota della Cisl Veneto, approfondisce poi l'osservazione analizzando le diverse tipologie di aziende che hanno utilizzato la Cig in deroga nei primi 8 mesi e mezzo del 2010.
Nel 70% dei casi (3.902) si tratta di imprese artigiane che hanno posto in cassaintegrazione 20.207 propri dipendenti. Numerose anche le aziende del terziario: 614 tra grandi e piccole che hanno avuto autorizzate circa 2,3 milioni di ore per circa 3.800 dipendenti. Non mancano le aziende industriali che, consumato le disponibilità alle altre forme di Cig si sono rivolte a quella in deroga: sono più di 800 con più di 6 mila cassaintegrati. Cooperative e studi professionali chiudono l'elenco con 99 e 64 aziende richiedenti e 1.400 e 153 lavoratori beneficiati.
Tra le province spicca su tutte Vicenza che consuma da sola il 30% della Cig in deroga sia come ore autorizzate (oltre 6 milioni) che di aziende richiedenti (1.672) che, infine, dei lavoratori coinvolti (9.054). A seguire Padova (3,6 milioni di ore) e Treviso (3,8 milioni). Ultima Rovigo con 118 aziende richiedenti, 554 lavoratori in Cig e 388.666 ore autorizzate.
Nei 12 mesi del 2009 le aziende che presentarono domanda (9.800 in tutto) furono 6.660 per un totale di 28 milioni di ore e 39 mila lavoratori coinvolti. Le ore effettivamente utilizzate risultarono alla chiusura dei conti la metà e più precisamente il 48% di quelle richieste.
Franca Porto, segretaria della Cisl del Veneto, nella nota evidenzia la positiva funzione «anti-licenziamento» che questo ammortizzatore sta svolgendo anche in questo secondo anno di crisi mentre «il suo ancora elevato consumo conferma che la crisi, anche nelle piccole aziende, è ben lontana dall'affievolirsi, certamente per i suoi effetti negativi sul lavoro e l'occupazione».
«Serve operare per avere crescita combinata con lavoro e occupazione», dice ancora Franca Porto. «In Veneto dobbiamo riportare al lavoro attivo decine di migliaia di lavoratori in cassa integrazione e recuperare 60-70 mila posti di lavoro persi. Questo solo per tornare alla situazione pre-crisi, poi servono i posti di lavoro per i nuovi arrivi all'età di lavoro. Per questo siamo a Roma il prossimo 9 ottobre mentre da Venezia aspettiamo una rapida attivazione del Tavolo regionale per la crescita del Veneto».