LA PROTESTA. La scoperta della Uilps. «I poliziotti non sono assicurati per gli infortuni»
LA PROTESTA. La scoperta della Uilps. «I poliziotti non sono assicurati per gli infortuni»
Sabatino: «Sconcertante Lo Stato così non ci paga»
«Ai poliziotti è negato dallo Stato e da questo governo un diritto inalienabile per ogni lavoratore: l'assicurazione contro gli infortuni. Nella recente conversione in legge del decreto sullo stalking, infatti, è stato inserito un articolo in cui si precisa che gli appartenenti alle forze di polizia e alle forze dell'ordine non sono soggetti all'Inail».
Andreino Sabatino, segretario provinciale del sindacato Uil per la polizia, è furibondo. Da mesi stava portando avanti uno studio per capire perché dal 1984 solo penitenziaria e forestale fossero stati assoggettati all'Inail, allo scopo di far inserire anche la polizia, quando è stata firmata la conversione.
Qual è il rischio per gli agenti? «I colleghi che si fanno male durante il servizio o per cause legate al lavoro rischiano di non vedersi rimborsare in alcun modo dallo Stato, mentre l'Inail supporta economicamente i feriti. «Noi poliziotti, ieri e quindi anche in futuro, dovremmo pagarci tutte le spese mediche. Non solo: dovremmo quindi attendere - e la tempestica media è di sette/otto anni - che le commissioni ci riconoscano la malattia per causa di servizio. A quel punto, però, il ministero, nella stragrande maggioranza dei casi (il 97 per cento) spiega che non ha i soldi per rimborsare le spese e i danni morali subiti». Sabatino sottolinea che non si tratta di infortuni generici, ma di quelli avvenuti al lavoro o per motivi legati al lavoro.
«Speriamo che ora il governo, che ha precisato che la situazione rimarrà questa fino al riordino della materia, provveda rapidamente a questo riordino, applicando la tutela Inail anche a noi lavoratori considerati di serie B, visto che tutti gli altri statali ce l'hanno. Forestali e agenti penitenziari si sono visti togliere questo che è un diritto. È il trattamento del governo a chi lotta e muore per la patria». D. N.