LA CRISI Per gli stipendi resta tutto ancora in alto mare. Grimeca, no delle banche
Nonostante l'intervento del Consvipo, lavoratori senza soldi.
Venerdì 7 Maggio 2010 - Rovigo - Una riunione di quattro ore quella di ieri in Prefettura, che ha sortito solo un salvataggio temporaneo per assicurare ai lavoratori della Grimeca gli stipendi di aprile da liquidare lunedì prossimo. O almeno così poteva sembrare, poi all'improvviso un cambio di rotta. Dopo un monitoraggio con le banche, qualcuna non ha accettato le condizioni proposte. Nuovo vertice nel pomeriggio in Provincia, per cercare alternative. Sembra una partita sul filo di lana, giocata sugli anticipi, prestiti, fidi ai lavoratori, insomma, si brancola nel buio. Grimeca è in grave difficoltà a causa della mancanza di liquidità e del pesante indebitamento con le banche. Non è in grado di pagare lo stipendio ai suoi dipendenti, o meglio, potrebbe farlo ma con un mese di ritardo. Infatti solo per l'inizio di giugno potrà disporre del pagamento di una grossa fattura, ma i lavoratori, già provati pesantemente sia psicologicamente sia economicamente, non sono più disposti ad aspettare. In prefettura erano presenti il rappresentante locale del Governo Aldo Adinolfi, il presidente della Provincia Tiziana Virgili e l'assessore al Lavoro Guglielmo Brusco, l'assessore regionale Isi Coppola e i rappresentanti di Fiom Cgil Riccardo Bego (il segretario Paolo Zanini è impegnato al congresso nazionale di Rimini), di Fim Cisl Mario Brunazzo e Nicola Panarella, di Uilm Mirco Bolognesi, ma c'è stato bisogno dell'intervento del presidente del Consvipo per trovare una soluzione temporanea. L'idea era quella di utilizzare un fondo dell'ente da offrire a garanzia per le banche sui fidi ai correntisti lavoratori della Grimeca, ma solo per coloro che si trovano già esposti. Una sorta di anticipo sugli stipendi che però viene "prelevato" dal conto in banca degli operai. Consvipo garante dunque, per poi rivalersi sull'azienda che verserà il valore solo all'incasso della fattura. Un rischio che però sembra le banche non siano disposte ad accollarsi, tanto che nel tardo pomeriggio di ieri, dopo un veloce sondaggio, c'è stato bisogno di un nuovo passaggio in Provincia. Ora la trattativa è ancora aperta.