LA CRISI ECONOMICA. Idealstandard, ancora cassa. Dal 18 maggio al 7 giugno i lavoratori saranno a casa
TRICHIANA. Altre tre settimane di cassaintegrazione ordinaria per i 700 dipendenti dell'Ideal Standard di Trichiana. La settimana scorsa i sindacati hanno firmato la nuova proposta di cassa a zero ore che si va ad aggiungere alle precedenti richieste che dal mese di dicembre interessano lo stabilimento trichianese di ceramica. Il provvedimento partirà il 18 maggio prossimo e si concludederà il 7 giugno. Una decisione che sarà presentata oggi ai lavoratori nelle assemblee sindacali.
A preoccupare i sindacati, però, non è tanto la richiesta del gruppo di ritornare alla cassaintegrazione, ma il fatto che dietro a questo provvedimento non ci sia ancora un piano industriale chiaro. E questo non è un bel segnale. «Dopo le sei settimane di cig dell'inizio dell'anno», precisa Giuseppe Colferai della Filtea Cgil, «il lavoro era ripreso nello stabilimento, ma adesso deve subire un ulteriore stop perchè c'è una crisi degli ordinativi. Praticamente i volumi di produzione industriale sono calati sensibilmente e a questo si aggiunge il fatto che il gruppo non ci ha ancora presentato un piano industriale. E' un'attesa sfibrante quella a cui sono soggetti oggi i lavoratori e le parti sociali insieme a loro, perchè non sappiamo le intenzioni dei proprietari, impedendoci così di poter mettere in campo delle strategie per superare lo stallo».
A questo punto i sindacati vogliono mantenere alta l'attenzione sulla vicenda. «Nei mesi scorsi abbiamo sollecitato il sindaco di Trichiana e il presidente della Provincia perchè non si abbassi la guardia. Qui stiamo parlando di 700 lavoratori, e di altrettante famiglie che rischiano di rimanere senza un lavoro, con tutto quello che ne consegue. Per questo auspichiamo che il gruppo Ideal standard decida presto cosa intende fare».
Intanto, secondo alcuni dati di Veneto congiuntura, relativi alla fine del 2008, la provincia di Belluno ha registrato il maggior calo di volume di produzione industriale (superiore al 10%) rispetto alle altre province con una perdita di occupazione pari al 6%. Nel 2008 sono stati persi 3000 posti di lavoro di cui 1900 sono italiani e 1100 stranieri. (p.d.a.)