L'operaio che imparò il sindacato in Svezia. Nel '73 portò in piazza il vescovo ad incontrare i metalmeccanici
L'operaio che imparò il sindacato in Svezia. Nel '73 portò in piazza il vescovo ad incontrare i metalmeccanici
Personaggi. Gino Maistrello in un libro
Un operaio, un sindacalista, ma anche «un lazaròn de strada» come amava definirsi. Il vicentino Gino Maistrello, classe 1918 e morto nell'estate 2010, trascorse vent'anni lavorando in Svezia come tornitore, dopo aver fatto la guerra e prima di diventare punto di riferimento per i metalmeccanici vicentini dagli anni '70 . Lo racconta oggi "Sparaso difarente" che, oltre ad essere il suo nomignolo, è il titolo di una vivace autobiografia, presentata ieri in Bertoliana. La pubblicazione, edita dall'Istituto storico per la resistenza e per la storia contemporanea è stata curata da Giampaolo Traverso e Giuseppe Pupillo. I due hanno raccolto i racconti pubblici e privati di Gino, compresi quelli da dongiovanni per sopravvivere. «Il risultato - racconta Traverso - è un libro che oltre a descrivere l'Italia dei lavoratori, narra in prima persona la storia di un vicentino che, anche se solo operaio, ha saputo affermarsi all'estero, addirittura senza conoscere la lingua». La Svezia è il punto di partenza e di arrivo di una fase della vita di Maistrello, vissuto a Stoccolma dal '48 al '68. «Era approdato alla Atlas dopo un colloquio in Italia - continua Traverso - e grazie alla sua conoscenza approssimativa del tedesco e del francese, acquisiti in guerra, è riuscito addirittura a diventare interprete e a tenere i rapporti tra l'azienda e i partner in Italia. Proprio per questo si è autodefinito "sparaso difarente"».
Nel'68 l'operaio, diventato maestro di relazioni aziendali, torna a casa per le cattive condizioni di salute della moglie: «Fu assunto in una metalmeccanica vicentina, la Fiorentini, nell'estate del '68, un anno prima dell' autunno caldo e delle lotte operaie». L'esperienza acquisita in Scandinavia «dove il sistema dello stato sociale funzionava egregiamente» portò Maistrello a farsi carico dei diritti dei lavoratori e si iscrisse alla Cgil. «Un episodio lo vide protagonista accadde nel '73 - racconta Traverso - quando riuscì a deviare il corteo dei metalmeccanici in piazza Duomo, per parlare col vescovo. Lui non credente, riuscì a schierare la Chiesa dalla parte dei lavoratori». Mons.Onisto scese in piazza e incontrò gli operai. E da quei tempi Maistrello coltivò un'intensa amicizia con don Carlo Gastaldello della Pastorale del lavoro.
La storia di Gino Maistrello è la prima pubblicata dall'Istrevi: «Inauguriamo una collana denominata "Vite operaie"- afferma Pupillo, presidente della biblioteca Bertoliana e dell'Istrevi - e ne stiamo raccogliendo altre, grazie fin d'ora a chi ce le segnalerà». Alla presentazione erano presenti anche Igino Canale e Andrea Cestonaro dello Spi - Cgil Vicenza. i due hanno colto l'occasione per inaugurare ieri mattina la nuova sede del sindacato pensionati italiani in contrà Riale.
Nicola Negrin