L’intervista. «Zuluaga tornerà in Italia andremo a riprendercelo».

Il ritardo nell’estradizione resta un cruccio per il questore Damiano che guarda al futuro con timore: «La crisi farà aumentare i furti»

Giovedì 29 Dicembre 2011, Treviso - Nel 2012 il problema saranno i reati minori: furti e taccheggi. Vista la crisi galoppante aumenterà la schiera dei disperati disposti anche a rubare pur di avere un reddito. Ne è convinto il questore Carmine Damiano che, dopo aver chiuso un 2011 carico di risultati, si prepara già alla prossima sfida.

      Questore, uno sguardo al 2012: che cosa teme di più per i prossimi mesi?

      «Ho la sensazione che la crisi occupazionale possa generare tensioni di carattere sociale e sindacale. Qualcuno potrebbe anche iniziare a rubare per vivere».

      Un'emergenza da affrontare non solo sotto il profilo della repressione.

      «Infatti. Abbiamo un ottimo filo diretto con tutte le associazioni sindacali. Con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil ci vediamo spesso, cerchiamo di capire la situazione del momento».

      Questo è stato l'anno delle grandi manifestazioni di protesta della Electrolux, con tanto di cortei a occupare la Pontebbana.

      «La gente che si trova all'improvviso senza lavoro, o che teme di perderlo, ha tutto il diritto di protestare, ma rimanendo sempre all'interno della legalità. Quei cortei non hanno mai provocato un solo problema. E pazienza se qualcuno ci ha messo un po’ di più a raggiungere Conegliano: disagi sopportabili di fronte a simili problemi».

      In questi giorni ci sono stati numerosi casi di persone sorprese a rubare per necessità: chi per mangiare, chi per non far mancare un regalo sotto l'albero ai figli.

      «Furti e taccheggi sono destinati ad aumentare. Però diminuiscono altri gravi reati: nel 2011 non abbiamo avuto nessuna rapina in banca e nessun omicidio».

      Bisogna avere compassione di chi ruba per necessità? «Fino a un certo punto. Non sono del tutto d'accordo con chi dice che è necessario comprendere chi ruba fame: il reato è sempre reato. Siamo in una realtà ricca. Se uno ha bisogno ci sono tanti modi per chiedere aiuto legalmente».

      Che anno è stato il 2011?

      «Il Sole 24 Ore ci ha indicato tra le province più sicure d'Italia. Abbiamo inaugurato una questura nuova, bella e funzionale. Il sistema Treviso è stato portato a esempio dal ministro Maroni. Ma a soddisfare di più è il consenso che raccogliamo tra la gente».

      Lei parla spesso di sicurezza allargata.

      «Sì: abbiamo voluto aumentare il numero di attori nelle politiche di sicurezza. Abbiamo firmato protocolli d'intesa con Comune e Usl 9 per la tutela dei minori e il contrasto alla tossicodipendenza; con la Provincia per far lavorare con noi dieci disoccupati presi dalle liste di mobilità; con l'università di Padova per utilizzare in stage nel nostro ufficio legale studenti laureandi o laureati a giurisprudenza. Stessa cosa faremo con Scienze della Comunicazione per il nostro ufficio stampa. Tutte cose che ci consento di liberare poliziotti e utilizzarli sul territorio».

      Il 2011 è stato anche l'anno dello stupro in stazione.

      «Un fatto gravissimo, ma per fortuna isolato. La squadra mobile ha svolto un lavoro esemplare: dopo quattro giorni avevamo già un mandato di cattura. Dopo dieci abbiamo arrestato il colpevole grazie a un grande lavoro di cooperazione internazionale».

      Il colpevole, Iulio Cesar Aguirre Zuluaga, colombiano, è però ancora nelle carceri francesi. Perché i tempi dell'estradizione si stanno allungando?

      «A mio parere ci sono troppi cavilli che non capisco. L'Italia, dal punto di vista delle garanzie, ha un sistema che ci fa onore. Tutte queste lungaggini non le comprendo. Sappiamo benissimo cosa abbiamo prodotto e posso garantire una cosa: Zuluaga tornerà qui. E lo andremo a prendere noi a Parigi».

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