L'intervista. Il politologo Feltrin e le elezioni del 15-16 maggio

«Treviso: verdetto già al primo turno. Decisiva è Milano»
«In Veneto però potrebbe comunque emergere la delusione dell'elettorato militante della Lega»

La bussola della tenuta della coalizione di governo è orientata a Nord. Le elezioni amministrative hanno il ruolo di rilevatore del malessere che serpeggia nell'elettorato.
Non sono le politiche, in questa particolare occasione l'elettore si sente libero di esprimere anche un voto di protesta. E lanciare così il segnale. Ma come i fondi di caffé, spetta alla classe dirigente saperne interpretare il significato e gli scenari futuri.
In Veneto il test è emotivo, ma nei capoluoghi diventa politico a tutti gli effetti. Decisivo a Milano, avverte il politologo Paolo Feltrin: «Se il centrodestra perde, si mette in discussione il governo e si avvicineranno le elezioni politiche prima della scadenza naturale del 2013».
In Veneto si parla di un aumento dell'astensionismo e delle civiche.
La crescita delle liste civiche è fisiologica nei Comuni sotto i 15 mila abitanti e l'astensionismo, specie nei piccoli e medi comuni, non dovrebbe essere così rilevante. La gente per il proprio municipio va a votare, non ci sarà nessun calo drammatico. Forse 1'astensione vera si ravviserà nei secondi turni, nei ballottaggi, quando la tentazione di andare al mare sarà più forte.
Amministrative come test politico per il governo?
È un testo politico molto limitato per numero di Comuni e di Province, almeno in Veneto. La vera sfida si consumerà nei capoluoghi come Milano, Napoli, Torino e Bologna. Ripeto: la competizione elettorale in Veneto ha uno scarso rilievo, è significativa la Provincia di Treviso dove, comunque, l'esito è scontato al primo turno.
Come si deve leggere allora la prossima tornata elettorale?
Come momento orientativo. Con ogni probabilità l'elettore alle amministrative si sente più libero, insomma può andare in libera uscita e, se ritiene, dare un messaggio politico al proprio partito. Eventuali mal di pancia nei confronti della coalizione governativa possono proprio emergere nel voto locale. E comunque qualche fastidio nell'elettorato di centrodestra c'è.
Quali sono?
Partiamo dalla crisi economica: l'azione di governo ha portato ben pochi risultati. A questo si aggiungono le vicende giudiziarie del Premier, dal Rubygate in poi, con tutta la perdurante scia di polemiche. Le divisioni tra gli alleati, la scissione dei finiani, il ruolo dell'Udc. È evidente che qualcosa si manifesterà nel voto amministrativo.
Cosa potrebbe emergere?
La delusione dell'elettorato leghista. Per i militanti è complicato comprendere l'atteggiamento ondivago del gruppo dirigente del Carroccio; a partire dalla posizione di Bossi sulla Libia come riaffermazione identitaria per rimarcare il suo ruolo e trattenere l'elettorato più fedele. È chiaro che la Lega, partito di lotta e di governo, ha qualche spina, Bossi prova a tenere il piede in due staffe e prima o poi qualche prezzo lo si paga e la Lega paga quello dell'area più militante, quella dei duri e puri che interpretano il federalismo come secessione.
Quest'area "dura e pura" può marcare una differenza?
Direi di no. Si tratta di aree radicali piuttosto limitate. Parliamoci chiaro: il voto delle amministrative servirà a comprendere il movimento dell'elettorato. Il test vero è a Milano, il risultato del capoluogo lombardo potrebbe dare il "la" ad eventuali elezioni anticipate.
Milano come ago della bilancia sulla tenuta del governo?
Certamente. Se Milano resta al centrodestra non ci saranno incidenti di percorso fino al 2013. Se invece Milano cade, e sarebbe la prima volta dal 1993, questo rappresenterebbe un dato estremamente critico per l'esecutivo. Diventerebbe un fatto politico di portata nazionale, lo scacco nella terra di nascita di Forza Italia e Lega, significherebbe mettere in discussione tutto. L'intero statuto della coalizione e i suoi due leader Berlusconi e Bossi, la caduta di Milano metterebbe una bella ipoteca sulla tenuta del governo e avvicinerebbe le elezioni politiche.
Antonella Benanzato