L'intervento. Welfare aziendale in Luxottica nessun privilegio
Giovedì 20 Gennaio 2011, Belluno - Negli ultimi mesi del 2010 si è aperto uno strano dibattito in Agordino, teso a mettere in evidenza i presunti "privilegi"dei lavoratori Luxottica. Da dipendente di questa grande multinazionale, apprezzo naturalmente il fatto di lavorare in un Azienda sana, dinamica e in costante espansione, dove il posto di lavoro, per chi ha un contratto a tempo indeterminato, corre molti meno rischi che altrove. Faccio però presente che, a detta della stessa proprietà, accanto ad altri ingredienti fondamentali, da sempre uno dei segreti del successo è la grande laboriosità dei lavoratori. Cercare quindi di gratificarli, anche con iniziative innovative, è una strada che dovrebbe fare scuola anziché essere osteggiata. Ridistribuire agli operai, sotto forma di welfare aziendale, un minimo della ricchezza che loro stessi hanno concorso a creare è forse sbagliato? Tra l'altro, per mettere in piedi la cosa, Azienda e Sindacato hanno concordato un meccanismo che ha ripercussioni sul lavoro di tutti i giorni. Questo famoso welfare aziendale non salta fuori dal nulla ma da un miglioramento della produttività e della qualità. In questo il lavoratore è coinvolto in prima persona con piccoli o grandi sacrifici. In questi anni non è stato certo facile adeguarsi al turbinio di cambiamenti succedutisi a causa della globalizzazione. Molti strumenti messi in campo hanno avuto un grosso impatto sul lavoro di tutti i giorni. Definire privilegiati migliaia di lavoratori che guadagnano nella maggior parte dei casi, alla fin fine, qualcosa in più di mille euro al mese. Mettere sotto accusa i loro rappresentanti perché chiedono troppo, con il pretesto che c'è chi sta peggio. Innescare una guerra tra poveri, non mi sembra un modo costruttivo e intelligente di discutere. C'è e ci sarà sempre qualcuno che sta peggio di altri purtroppo e ai giorni nostri, a ben guardare, il solo fatto di lavorare e portare a casa uno stipendio è un privilegio. Ma la corsa al ribasso lasciamola perdere per favore.
Claudio Pra Femca Cisl Cencenighe