L'intervento. La Cgil in Veneto sindacato dei patti, non antagonista

Martedì 19 Gennaio 2010, La crisi che stiamo attraversando non è la prima che il mondo del lavoro veneto si trova ad affrontare, ma questa particolare congiuntura è percepita come diversa da tutte le altre. Ed infatti lo è. Lo è in primo luogo perché ha messo fortemente in discussione un modello di sviluppo che ha sovrapposto l'economia di carta a quella reale, indotta a produrre sempre più freneticamente beni pagati con il denaro fittizio del "debito" accumulatosi sulla testa delle famiglie, approfondendo nel contempo le disparità sociali. L'incapacità dei Governi di dare una risposta globale ad una crisi globale, come testimonia il fallimento dei summit internazionali, e la timidezza delle misure adottate dal Governo italiano, assai lontano dai problemi dell'economia, aumenta il senso d'angoscia di tanti lavoratori ma anche di tanti imprenditori che non vedono delineata una via d'uscita, una nuova prospettiva di sviluppo, pur sapendo che non si tornerà a come eravamo.
Di qui, credo, venga una nuova attenzione verso i corpi intermedi che anche il sondaggio dell'Osservatorio sul Nord Est realizzato per il Gazzettino rileva.
Qualcuno si è stupito per il fatto che, secondo quell'indagine, la Cgil sia vista come punto di riferimento da una quota di persone assai superiore che per Cisl e Uil (26% contro il 19,8%), soprattutto in una regione - il Veneto - a lunga tradizione cattolica e fortune elettorali di centro destra. Qualcuno ha detto che ciò deriverebbe da una "maggiore visibilità" legata ad un "maggiore antagonismo" della Cgil, dando di questa organizzazione una visione caricaturale distorta e sbagliata. E' fin troppo facile ricordare la miriade di accordi sottoscritti dalla Cgil nel Veneto, non ultimi quelli sull'artigianato e sugli ammortizzatori sociali, oltre all'impegno che ci ha portato a conquistare la legge regionale sulla non autosufficienza.
Io penso invece che questo dato metta in evidenza, oltre alla capacità e alla dedizione dei tanti sindacalisti della Cgil che giorno dopo giorno sono nelle aziende e nei territori vicini alla gente, anche un modo di essere intelligente e rigoroso che non fa sconti a nessuno e affronta i problemi con una visione di prospettiva. E' stato così, ad esempio, nella vicenda della cassa integrazione in deroga quando i soldi disponibili si erano esauriti e migliaia di lavoratori dell'artigianato si trovavano a casa dal lavoro senza sussidio, mentre la Regione aveva bloccato le autorizzazioni. Il richiamo, più volte ripetuto, della Cgil è servito ad ottenere - presidiando i vari passaggi ministeriali - un nuovo finanziamento che ha reso possibile la cassa integrazione in deroga per tutto il 2009. Ma abbiamo anche chiesto una riforma degli ammortizzatori sociali che dia un sostegno certo a tutti i lavoratori (l'attuale sistema garantisce solo i dipendenti stabili dell'industria e della grande distribuzione) così da por fine a vicende come quella sulla cassa in deroga che, nell'assenza del diritto, obbliga a rincorrere di volta in volta Ministeri e Regioni. Questo non è antagonismo, è fare il proprio mestiere. Un mestiere che ci porta a guardare avanti per dare risposte unificanti ad un mondo del lavoro sempre più complesso e variegato che guarda ad un progetto condiviso di crescita economica, sociale e culturale.
Emilio Viafora, Segretario generale Cgil Veneto

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