L'iniziativa della Fondazione Venezia 2000. Miraggio città metropolitana «Partire da servizi e urbanistica»

L'iniziativa della Fondazione Venezia 2000. Miraggio città metropolitana «Partire da servizi e urbanistica»
Costruire la città metropolitana di Venezia dal basso, partendo dai rapporti che già esistono al di là del territorio provinciale, dalle «reti corte» legate ai trasporti allo smaltimento dei rifiuti, alla stessa pianificazione urbanistica.
Questo l'argomento che ha affrontato ieri la Fondazione Venezia 2000, nel secondo incontro dedicato al tema, chiamando a discuterne - con il presidente Marino Folin - anche il vicesindaco di Venezia Michele Vianello, il presidente Actv Marcello Panettoni, Francesco Borga di Confindustria Veneto. La dottoressa Cristina De Benetti dell'Università di Ca' Foscari ha lucidamente tracciato la storia legislativa più che ventennale di una realtà che non c'è ancora se non sulla carta - appunto, la città metropolitana - e che, nell'ultima formulazione verrebbe, nella migliore delle ipotesi, coincidere con il territorio della Provincia, in pratica sostituendosi ad essa, in una normativa comunque ancora transitoria. Per attuarla, quindi, bisogna partire - come ha sottolineato Folin - da ciò che già è in rete e dagli accordi spontanei, come quello sottoscritto nel 2007 dai sindaci di Venezia e Padova per rafforzare competitività e sviluppo dei due centri. O come il recente protocollo d'intesa sottoscritto tra le Province di Venezia e Treviso per la condivisione delle scelte in materia di urbanistica, trasporti e gestione dei rifiuti. Esistono poi realtà giuridiche come il commissario straordinario per il Passante di Mestre che hanno già operato come se l'area metropolitana fosse una realtà, con decisioni che sul piano urbanistico e ambientale sono andate al di là delle competenze locali. D'accordo il vicesindaco Michele Vianello che non a caso ha ricordato la recente vicenda del consorzio intercomunale dei vigili urbani, bocciato dai sindacati. «Abbiamo dei sindacati metropolitani - ha detto Vianello - ma per un banale consorzio di vigili, si invecchia prima del tempo e si finisce per lasciar perdere. Bisogna operare attraverso reti sempre più interconnesse, che non sono quelle trasportistiche, ma anche quelle immateriali legate a Internet e voglio ricordare il protocollo d'intesa che firmeremo tra pochi giorni con Ca' Foscari e Iuav per l'estensione della banda larga anche alle università». Da parte sua, il presidente di Actv Panettoni, ha ricordato come anche il nuovo sistema Imob sia "tarato" per funzionare su scala metropolitana e ha sottolineato come il prossimo sistema metropolitano ferroviario regionale, sarà la rete con cui dovranno coordinarsi anche i sistemi di trasporto locale. (e.t.)