L'incontro della Uil veneta con il ministro Sacconi alla Camera di Commercio di Vicenza
Sacconi ospite della Uil ha parlato di welfare, federalismo e politica «Veneto a un bivio»
«Deve cogliere le nuove opportunità sviluppando una politica di apertura»
Martedì 22 Dicembre 2009, Vicenza - "Le elezioni regionali? Imporre candidati dall'esterno non è un bene". Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ospite d'onore della mattinata di riflessioni su welfare e federalismo promossa ieri dalla Uil del Veneto nella sede della Camera di Commercio di Vicenza, ha appena varcato le porte dell'ente camerale e la prima inevitabile domanda non poteva che essere sulle regionali di marzo. A pochi giorni dall'investitura ufficiale del leghista Luca Zaia a candidato presidente della Regione e con il Pdl ancora in subbuglio, Sacconi spiega: "La Lega ha chiesto di distribuire i candidati presidenti nell'area del Nord e questo ha condotto, o meglio sta conducendo, perché le cose non sono ancora del tutto definite, ad un accordo di coalizione. E'un metodo tradizionale, che in qualche modo si impone dall'esterno rispetto al territorio e questo non è un bene". Poi aggiunge: "Credo sia doveroso discutere anche di contenuti perché il Veneto è a un bivio e le nuove opportunità le può cogliere nella misura in cui prosegue e sviluppa una politica di apertura e non di chiusura". La guida di cui ha bisogno il Veneto, quindi, deve essere "non introflessa ma fortemente proiettata a sviluppare la vocazione internazionale verso est e verso sud". E alla domanda se Zaia rappresenti questo tipo di guida, Sacconi risponde così: "Credo che al di là della persona debba essere un accordo tra partiti a determinare una dimensione progettuale per il Veneto".
Sacconi parla di formazione, di statuto dei lavoratori, di un patto per l'integrazione degli immigrati. Patto che, previsto dal decreto sicurezza, è in fase di elaborazione: "Ci stiamo lavorando insieme al ministro Roberto Maroni: si tratta di un piano per l'integrazione in base al quale l'immigrato che sta nel nostro Paese si assume diritti e doveri". Altro patto in cantiere è quello che riguarda la formazione. E ancora: "Nella nostra agenda", spiega il ministro, "c'è sempre stata l'idea di completare le riforme del lavoro, con l'intuizione di Marco Biagi di redigere un moderno statuto dei lavori".
Roberta Labruna