L'incompiuta.  Attesa da dieci anni, la linea ad Alta Capacità si è arenata nei dilemmi e nella mancanza di finanziamenti. La Tav corre con il passo della lumaca

L'incompiuta.  Attesa da dieci anni, la linea ad Alta Capacità si è arenata nei dilemmi e nella mancanza di finanziamenti. La Tav corre con il passo della lumaca
Giovedì 17 Dicembre 2009, Nazionale - A spanne si ragiona attorno ai 15 miliardi di euro, per quanto riguarda i finanziamenti che in gran parte ancora non ci sono. Mentre le lancette dei cronoprogrammi ormai sono andate in frantumi da anni. Se va bene, tra vent'anni il treno ad alta velocità potrà correre lungo il fantomatico, ma vitale, Corridoio Cinque. Ovvero quella direttrice di collegamento che taglia l'Europa da ovest (Lisbona-Portogallo) verso est (Kiev-Ucraina). È il mondo del futuro. Con il piccolo neo che stanno cercando di progettarlo (e realizzarlo) da almeno un decennio.
Si è molto parlato e scritto della Tav in Val di Susa. Si è parla molto di Tav in casa nostra negli scorsi anni. Molto meno in un passato più recente. Non fosse stato per l'arrivo a Trieste, alcune settimane fa, di Laurens Jan Brinkhorst, coordinatore del Progetto Prioritario numero 6 della Ue (ma riguarda il Corridoio 5), molti se ne sarebbero dimenticati. Ma tanto è bastato per chiedersi se la Tav è destinata a restare un sogno.
Ripercorrendone il tracciato, tratto per tratto, si può verificare quanto arretrata sia la fase progettuale e realizzativa sia in Veneto che in Friuli (conclusa solo la Padova-Mestre). Quali siano i nodi problematici non ancora sciolti (l'attraversamento di Vicenza, la "litoranea lunga" o "corta" a est di Mestre, le rettifiche a Trieste).
E quanti soldi debbano ancora essere trovati. Quando il 6 novembre la Regione Veneto e il Governo hanno siglato un'integrazione del programma di infrastrutture strategiche, oltre i buoni impegni, si è constatato che da Brescia a Padova il costo previsto di 6,8 miliardi di euro (escluso il nodo di Vicenza) è totalmente da reperire.
La sigla di riferimento, per una sfida finora tutt'altro che vinta, è AV/AC. Che significa Alta Velocità e Alta Capacità Ferroviaria. Una caratteristica essenziale del progetto è quella di essere integrata alla rete ferroviaria attuale, seguendo però un percorso differenziato. Sulla linea AV/AC saranno instradati preferenzialmente i servizi viaggiatori tipo intercity e i trasporti merci che richiedano prestazioni elevate.
DA MILANO A VERONA. Il tratto è lungo 165 chilometri. Ne sono stati realizzati 23, da Milano a Treviglio, inaugurati nel 2007. Restano da costruire 115 chilometri. In totale il costo previsto è di 5 miliardi e 800 milioni di euro, mentre il costo della sub-tratta Brescia-Verona è di 2,8 miliardi di euro. È una somma interamente da reperire, anche se Cipolletta annuncia che le risorse per la Lombardia ora ci sono. Il progetto definitivo fino a Peschiera è stato approvato dal Cipe, da lì a Verona c'è il preliminare del 2003.
IL "NODO" DI VERONA. Il sistema attorno alla città scaligera è strategico perchè riguarda l'intersecazione tra il Corridoio Cinque e il Corridoio Uno da Berlino a Palermo. Il preliminare è stato approvato dal Cipe. Il costo è di 670 milioni di euro (da reperire).
DA VERONA A PADOVA. Il tratto è lungo 76.5 chilometri. Il progetto preliminare risale al 2005 ed è definito per i tratti Verona-Altavilla e Grisignano-Padova. Per la prima fase è prevista una spesa di 3,3 miliardi di euro. Al momento non c'è un cent.
IL "NODO" DI VICENZA. È uno dei problemi più annosi. Non a caso è stato in qualche modo stralciato dalla progettazione. In discussione tre ipotesi. La prima è quella di affiancare la Tav all'attuale linea ferroviaria. Ma questo appare impossibile a causa delle gallerie di Vicenza e della case che dovrebbero essere abbattute. C'è poi l'ipotesi di un percorso in sotterranea, ma il costo sarebbe notevolmente più alto. La terza ipotesi è quella di bypassare Vicenza, a sud. Il che porrebbe il problema della fermata nel capoluogo berico, che potrebbe essere saltato dai treni ad alta velocità.
DA PADOVA A MESTRE. È l'unica buona notizia, perchè i 28 chilometri della linea sono l'unico tratto realizzato da Treviglio a Trieste. L'inaugurazione risale ormai al 2007 e il costo sostenuto è stato di 470 milioni di euro.
Ad est di Mestre si apre una specie di terra di nessuno, sia in Veneto che in Friuli. Con qualche paletto già piantato sulla carta, molti problemi e pochi soldi.
Giuseppe Pietrobelli

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