L impegno di Acrib contro gli infortuni sul lavoro.
Stra. Unire le forze per combattere gli infortuni sul lavoro partendo dalla formazione-educazione e dal miglioramento dei macchinari e dei prodotti utilizzati. Queste sono le basi dell'accordo siglato da Acrib (Associazione Calzaturieri del Brenta), Inail, Sindacati e dallo Spisal dell'Asl 13 di Dolo e Mirano. I punti cardine dell'accordo riguardano la maggiore diffusione nelle aziende dell'Acrib della cultura della prevenzione della salute e sicurezza attraverso una campagna di informazione-formazione che coinvolgerà i lavoratori dentro e fuori l'azienda visto che sono in aumento anche gli infortuni «in itinere» (da casa al luogo di lavoro). Nell'accordo c'è anche l'obiettivo di coinvolgere gli enti pubblici della Riviera per gli aspetti di loro competenza. Altro punto importante riguarda la diffusione del Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (Sgsl) e di dispositivi di Protezione Individuali (Dpi) oltre ad una maggiore formazione e manutenzione delle attrezzature. Infine sarà creato un sistema di registrazione degli eventi più pericolosi e delle azioni correttive attuate per favorire la conoscenza a tutte le aziende del comparto. «Si tratta di un accordo molto importante - spiega Giuseppe Baiardo, presidente Acrib - perché credo che la crisi si superi lavorando assieme, crescendo e innovando anche le condizioni di lavoro. Grande attenzione va agli infortuni in itinere che sono in aumento». Anche l'Inail sostiene l'accordo. «Questa è un'altra tappa contro gli infortuni sul lavoro - commenta Pietro Paone, direttore regionale Inail - perché senza danni ai lavoratori si può aumentare la competitività, diminuire i costi e attrarre nuovi tecnici». I sindacati hanno messo al centro il lavoratore. «E' solo una prima tappa - spiegano Tiziana Basso della Cgil e Massimo Meneghetti della Cisl - al centro ci deve essere il lavoratore e la sicurezza sul luogo di lavoro. Importante è lo strumento della formazione-informazione». Infine lo Spisal si è soffermato su alcune questioni da non sottovalutare. «Servono controllo nelle colle e i pellami - spiega Flavio Valentini - oltre a sistemi di abbattimento delle polveri. Serve una banca dati per segnalare le sostanze meno inquinanti».
(Giacomo Piran)