«L’hotel Boscolo B4 chiude, anzi no» Allarme dei sindacati. Stop momentaneo all’attività per problemi di impiantistica I titolari: «Saranno tutti ricollocati i 52 addetti di Mestre»

MESTRE Tutti licenziati? Anzi, no. La notizia della chiusura dell’albergo “B4” a Zelarino che aveva fatto temere una raffica di licenziamenti per i lavoratori della struttura, in tutto 52, dopo una giornata di voci e commenti preoccupati, viene ridimensionata da Giorgio Boscolo, che con i fratelli controlla la nota catena alberghiera Boscolo group (21 gli hotel da 4 e 5 stelle). «Ci sono dei problemi strutturali di carattere idraulico che sono importanti e hanno costretto alla chiusura. Quando si apre l’aria condizionata ci sono perdite e questo rappresenta un problema sul fronte della sicurezza. Stiamo intervenendo ma non sarà facile. Ma sia chiaro: nessun lavoratore viene lasciato a casa. Non sono partite lettere di licenziamento e tutti i dipendenti verranno riallocati nelle attività del gruppo. I tecnici sono al lavoro e speriamo di poterlo riaprire quanto prima», ci ha spiegato ieri Boscolo al telefono. Chi arriva in via Don Tosatto, davanti al centro commerciale Auchan, vede attraverso i vetri del “B4” la hall e la sala ristorante deserti. Decine di fogli sono affissi lungo il perimetro del complesso alberghiero. Vi si legge: «Gentile cliente, la presente per informarla che il B4 Venezia Mestre rimarrà chiuso a tempo indeterminato e fino a nuova comunicazione della nostra sede centrale». Firmato, la direzione; data 6 agosto. Da martedì l’albergo “B4”, confermano dalla Cgil è chiuso. E i lavoratori, quasi tutti non iscritti ai sindacati, sono preoccupati di restare senza lavoro. Monica Zambon, sindacalista della Filcams Cgil di Venezia, spiega: «Ad inizio settimana si è dimesso il direttore, poi la chiusura con i lavoratori che sono arrivati e hanno trovato chiuso ed è scattato l’allarme. Ai lavoratori è stato detto di una chiusura per delle infiltrazioni d’acqua ma temiamo che i motivi veri siamo altri, forse una mossa speculativa legata alla situazione di liquidità della proprietà». Voci che Giorgio Boscolo ha provveduto a smentire: «Nessuna razionalizzazione, anzi», ci ribadisce, «abbiamo appena aperto un albergo a Milano con 280 stanze e uno a Bari. Siamo una azienda in sviluppo». La notizia ha creato allarme e preoccupazione in città ieri. Vedere chiuso un albergo di una catena tanto nota ha messo in allarme il consigliere comunale Sebastiano Bonzio, sollecitato da alcuni lavoratori, che ha fatto intervenire anche il vicesindaco Sandro Simionato, che si dice pronto ad incontrare oggi i lavoratori che saranno in assemblea nel pomeriggio nella sede sindacale della Cgil, in via Ca’ Marcello. Simionato spiega che tra le voci girate ieri c’era anche quella di ispezioni del Comune. Ma smentisce categoricamente qualsiasi azione degli uffici dell’Ambiente e dell’Edilizia privata. Vero che c’è un contenzioso aperto con i costruttori della struttura, che tra ricorsi al Tar e controricorsi del Comune, è arrivata fino al consiglio di stato, ma la questione «non c’entra assolutamente nulla con la chiusura di un albergo», dice il vicesindaco. Claudio Scarpa, direttore dell’Ava, associazione albergatori, torna a lanciare l’allarme terraferma. «Non sono nostri associati, non conosciamo le cause della chiusura ma dai nostri dati il settore alberghiero in terraferma vive un momento difficile. Siamo alla saturazione, con una situazione disastrosa: per stare nei costi si riduce la qualità del servizio. Per questo il Comune deve impedire nuove aperture».

Mitia Chiarin

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