L’esempio di Janus Korczak per costruire la pace

Il ricercatore Dario Arkel racconta la figura del pedagogista ebreo-polacco Triplice incontro: giovedì a Limana, venerdì a Belluno e a Trichiana

LA GIORNATA DELLAMEMORIA»LE INIZIATIVE

BELLUNO Generazioni diverse messe insieme per conoscere e capire meglio il passato e avere la forza di affrontare i cambiamenti che caratterizzato l’epoca attuale. Questo il senso dell’iniziativa “Educare alla pace”, organizzata in occasione della Giornata della memoria da Cgil di Belluno, Verba Volant, Comprensivo di Trichiana, Scuole in rete, Ust, Isbrec, Anpi Sezione “La Spasema” con il patrocinio dei Comuni di Limana e Trichiana. «Un progetto nato partendo da un doppio episodio», spiega Ludovico Bellini, segretario generale Spi Cgil, «ossia il ricordo della Shoah, celebrato il 27 gennaio, ma anche i 60 anni di quanto accaduto nell’agosto del 1942». E non a caso “Educare alla pace” prevede tre incontri con Dario Arkel, ricercatore in scienze sociali e autore del libro “Ascoltare la luce. Vita e pedagogia di Janus Korczak”. Un libro che racconta la storia del medico e pedagogo ebreo polacco, fondatore della Casa degli orfani di Varsavia. Dopo una vita dedicata alla cura dei bambini , Korczak condivise il destino dei 200 orfani affidatigli quando vennero deportati a Treblinka, nell’agosto del 1942. Il primo incontro con Arkel si terrà giovedì al Palimana di Limana dalle 11 alle 13 ed è aperto agli alunni delle scuole medie, ai genitori e alla cittadinanza. Lo stesso spettacolo sarà riproposto venerdì alle 20.30 al Teatro San Felice di Trichiana e, la mattina, al Teatro del Centro Giovanni XXIII di Belluno. «In quest’ultimo caso», continua Bellini, «è dedicato agli alunni degli istituti secondari di I e II grado. E siccome sono già 600 gli alunni che parteciperanno, lo spettacolo sarà messo in scena due volte: dalle 8.30 alle 10.30 e dalle 11 alle 13». Arkel condurrà gli incontri con una narrazione teatrale e sarà accompagnato da musica yiddish del gruppo “Le Stelle Erranti”, con Cinzia Bauci alla voce e Pier Gallesi pianoforte e fisarmonica. «Di solito il 27 gennaio si celebra parlando solo di aspetti negativi», evidenzia Antonio Tait del Comprensivo di Trichiana, «in questo caso vogliamo invece ricordare anche i lati positivi, come il fatto che il centro più avanzato per i diritti dell’infanzia fosse nato nel ghetto di Varsavia». «Parlando di Korczak», continua Enrico Bacchetti dell’Isbrec, «si vuole dare un esempio di etica da seguire ancora oggi e invitare i ragazzi a riflettere su aspetti che, tanto più che si tratta di storie di giovani, li toccano». «La deportazione», mette in risalto Luciano Padovan dell’’Anpi, «è un problema che ha toccato tantissime famiglie bellunesi: i civili deportati sono stati più di 850. Circa 7mila gli internati militari».

Martina Reolon