L'ente per la gestione dell'acqua Ato Lemene bloccato - Sindacato in allarme

«Patti parasociali, Regione assente»
Sabato 25 Aprile 2009. Portogruaro. Sindacati e lavoratori uniti per chiedere alla Regione di sciogliere i dubbi sull'Ato Lemene. È indirizzata all'assessore regionale all'Ambiente Giancarlo Conta, e per conoscenza ai sindaci dell'Ato, la lettera scritta dalle segreterie confederali di Cgil e Cisl, dalle segreterie di categoria Filcem Cgil e Femca Cisl e dalle Rsu di Acque del Basso Livenza e di Caibt che sottolinea la necessità di una ripresa del percorso teso alla riorganizzazione territoriale e funzionale del servizio idrico integrato.
Come noto, l'iter per la costituzione dell'Ato Lemene, che dovrebbe comprendere Comuni veneti e friulani, è stato interrotto a causa di una divergenza d'interpretazione sui Patti parasociali da parte dei sindaci. Della vicenda sono state interessate le due regioni. Diversamente da quanto già fatto dal Friuli Venezia Giulia, la Regione Veneto non si è ancora espressa sulla validità di questi atti.
«Le acque - scrivono - sono un bene pubblico e costituiscono una risorsa di inestimabile valore da salvaguardare e preservare dagli sprechi e da utilizzare con criteri di solidarietà. Il servizio idrico è quindi per sua natura un servizio pubblico essenziale con un'innegabile valore industriale proprio per l'apporto fondamentale delle strutture, degli impianti e delle capacità gestionali. Per questo riteniamo indispensabile operare ovunque contro il degrado e lo spreco della risorsa, contro il peggioramento della qualità del servizio, contro l'aumento delle tariffe ingiustificato e per un aumento della trasparenza e della democrazia. L'anomalia del nostro Ato, che insiste tra due Regioni, ha rallentato oltre ogni ragione la sua costituzione. Chiediamo alla Regione che, di concerto con i Comuni, sciolga i dubbi sugli atti costituzionali e sugli adempimenti necessari».
Sindacati e lavoratori chiedono inoltre di conoscere e condividere al più presto un progetto articolato su interventi, modelli gestionali, piani tariffari e sulle garanzie per i cittadini e per i lavoratori. «Le nostre preoccupazioni - hanno concluso le organizzazioni sindacali confederali, di categoria e le Rsu delle aziende che gestiscono oggi il servizio - sono accentuate dalle scadenze imminenti sulla messa a gara dei servizi e dai movimenti e dalle indiscrezioni che vedono altri soggetti interessati all'operato, alla professionalità e ai buoni risultati delle due società del Basso Livenza e Basso Tagliamento».
T.Inf.

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