L'enciclica Zenti: «La verità dell'economia è l'umanesimo». Il vescovo: «Uscire dalla crisi attraverso l'impegno etico»

L'enciclica Zenti: «La verità dell'economia è l'umanesimo». Il vescovo: «Uscire dalla crisi attraverso l'impegno etico»
VERONA - Uscire dala crisi attraverso l'impegno etico. Ieri mattina nella sede del Vescovado è stata analizzata l'enciclica di Papa Benedetto XVI, «Caritas in Veritate», nell'intento di trovare risposte ai problemi aperti dalla crisi economica internazionale. Monsignor Giuseppe Zenti, vescovo di Verona, invita tutti a riscoprire il senso dell'attività economica. «L'amore nella verità a cui il Santo Padre ci conduce - ammonisce - ci porta a pensare che la verità dell'economia è la società civile, il benessere di tutti, lo star bene, l'amore per la nostra gente. Né il capitalismo né il collettivismo - afferma - racchiudono il senso del fare economico: la verità dell'economia è l'umanesimo di radice cristiana».
Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che ha partecipato all'incontro in qualità di relatore, trova nell'enciclica papale le risposte ai problemi contemporanei. «Per affrontare le sfide che si pongono davanti all'uomo contemporaneo - riflette - è necessario prendere spunto dalla dottrina sociale della Chiesa. Lo sviluppo della nostra società è possibile solo nella misura in cui ciascuno carichi su di sé il peso che può sostenere ed esalti così le proprie capacità e le proprie virtù. C'è un nesso fortissimo tra l'enciclica papale e la possibilità di risolvere questa crisi, perché dopo quello che è successo è stata smontata l'impostura di pensare che affidando l'economia ad alcuni, questa potesse crescere infinitamente. Il governo solido appartiene a se stessi e alla comunità di cui si fa parte».
Il valore del territorio è il concetto su cui ha insistito con forza Paolo Bedoni, presidente di Cattolica Assicurazioni. «Come scrive il Santo Padre - ragiona - le distorsioni dell'economia che hanno prodotto l'attuale crisi sono riconducibili alla finanziarizzazione esasperata e conseguentemente alla perdita dei legami sociali e territoriali che sono l'ossatura dell'impresa. Le risorse a cui attingere per contrastare questi errori sono l'identità dell'impresa, il rapporto con le componenti che intervengono nella gestione e nell'attività produttiva e soprattutto l'etica, cioè tutto ciò che definisce la responsabilità sociale dell'impresa ». «Negli anni recenti - prosegue Bedoni - c'eravamo infilati in una sorta di crescita a prescindere, un sistema in cui solo i volumi venivano presi in considerazione e tutto era funzionale alla crescita dei volumi. Se avessimo seguito quella strada, anche noi avremmo perso la nostra autonomia e la nostra identità. Facendo leva sui nostri principi fondativi, alla Cattolica ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo superato i rischi della perdita d'identità».
Davide Pyriochos