L'azienda vicentina ex gioiello della new economy. Selecta, aria di chiusura. «Delocalizzano a Napoli»

L'azienda vicentina ex gioiello della new economy. Selecta, aria di chiusura. «Delocalizzano a Napoli»
QUINTO VICENTINO (Vicenza) - Otto ore di sciopero, ieri, per tutti i lavoratori della Selecta spa, a Quinto Vicentino. I sindacati accusano l'azienda di voler chiudere la produzione in Veneto per «delocalizzare» in provincia di Napoli, con fondi ministeriali per lo sviluppo del Meridione: «Un "giochetto" che non permetteremo » avverte Giovanni Stella, Fistel Cisl Vicenza. Dalla società per ora preferiscono non commentare. Lo stabilimento vicentino è oggi proprietà del fondo di investimento milanese Ideal Capital, ma era indipendente e considerato un «gioiellino" della new economy fino al 2004. La società, specializzata in soluzioni di gestione, stampa e spedizione di fatture, estratti conto e bollette, allora contava 250 occupati ed era gestita dal fondatore Nicola Muraro (ex assessore provinciale del Pds): l'errore fu tentare il salto in Borsa, un momento prima del brusco «stop» di Piazza Affari. Lo stabilimento vicentino all'epoca si salvò passando di mano, acquisita dal gruppo emiliano Venturini e successivamente da Ideal Capital. Quest'anno si è già avuto un forte ridimensionamento: «A giugno è partita una cassa integrazione straordinaria, molto sofferta, per 40 persone - spiega Stella - durerà 12 mesi, poi andranno in mobilità. Ma ci avevano garantito che la produzione sarebbe stata mantenuta: invece, la settimana scorsa è arrivata la notizia ufficiosa che verrà dismesso tutto entro fine anno, resteranno solo i 50 impiegati». Le maestranze sono in allarme anche per un rischio «delocalizzazione»: «Abbiamo scoperto, e questo ci fa ancora più arrabbiare, che Selecta concorre per aprire uno stabilimento ad Airola, nel Napoletano, con fondi ministeriali. L'azienda nega, noi sappiamo che parlano di dare lavoro a cento persone là. Chiudendo a Vicenza».
Andrea Alba

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