L'analisi. Trasformazioni per lo sviluppo

La Cisl di Venezia ha promosso una ricerca, che verrà presentata e discussa oggi, sulle caratteristiche e la consistenza del patrimonio edilizio nella provincia di Venezia, allo scopo di valutare le prospettive di sviluppo del settore edile; un settore da sempre trainante per l'economia, che dovrà rispondere alle esigenze di una società in forte evoluzione nella composizione dei nuclei famigliari, nelle esigenze di mobilità lavorativa e di studio. Il tutto con una attenzione nuova su impatto ambientale e consumi energetici, ma non solo.
Venezia, come ricordava un interessante articolo di Nicola Pellicani sulla Nuova del 12 novembre, deve affrontare la sfida della candidatura ad ospitare le Olimpiadi del 2020, e diventare la «capitale del Nord Est a lungo evocata»: una città Metropolitana, ecologica, plurale in grado di coniugare attività manifatturiere, servizi, turismo e cultura.
Dieci anni di tempo non sono molti e, come sottolineava il presidente del Coni, bisogna partire subito con le infrastrutture, perché la candidatura alle Olimpiadi abbia qualche possibilità di successo. Porto Marghera, il Quadrante Tessera, Forte Marghera, l'Arsenale di Venezia, ma anche Veneto City se si ragiona in termini di città metropolitana, sono aree strategiche su cui possono essere realizzate le infrastrutture necessarie a trasformare un'idea forte, qual'è sicuramente la candidatura alle Olimpiadi del 2020, in tante azioni di rilancio di questo territorio.
Tutto ciò richiederà la realizzazione di opere molto impegnative, basti pensare alle infrastrutture logistiche, alle bonifiche di Porto Marghera, che richiederanno una decisa volontà politica e una governance in grado di semplificare la vischiosità di norme e competenze che rischiano di ingessare ogni decisione, ma che l'esperienza positiva maturata nella realizzazione del Mose ci dice essere alla portata del sistema politico e delle imprese locali. Altrettanto essenziale è la disponibilità di ingenti capitali che, data la situazione della finanza pubblica, solo con il coinvolgimento dei privati, e con il ricorso a strumenti come la finanza di progetto possono essere reperiti.
L'esperienza di questi anni ci dice inoltre quanto siano importanti, sia per il salvataggio e il rilancio del settore industriale (come ricordava di recente anche il sindaco Cacciari chiamando in causa l'Eni per il salvataggio della chimica), sia per la realizzazione delle infrastrutture necessarie al territorio, la competenza e la solidità finanziaria delle grandi imprese.
Il recupero dell'Arsenale di Venezia, del Molino Stucky o di Punta della Dogana sono solo alcuni esempi del ruolo decisivo dei grandi investitori privati. Di converso, le realizzazioni dell'Ospedale all'Angelo e del Ponte della Costituzione sono anch'essi esempi emblematici, che andrebbero studiati a fondo, in quanto rappresentano modelli alternativi di appalto, o meglio di modalità di realizzazione di un'opera pubblica, sia per la diversa rapidità di realizzo delle stesse sia per i contenziosi e i problemi emersi soprattutto nella realizzazione del Ponte di Calatrava. L'esperienza ci insegna, altresì, che le piccole imprese hanno sì rappresentato un fattore di grande flessibilità e dinamicità del sistema economico anche locale, ma che la maggior parte delle stesse può sopravvivere solo come aziende satelliti, al servizio di imprese maggiori, spesso accettando contratti capestro, che finiscono per riflettersi negativamente sulle condizioni di sicurezza e sulle retribuzioni dei propri dipendenti.
Per questo ci pare fuorviante la discussione sui poteri forti che sta animando un dibattito, che questo giornale utilmente ospita, dove la presenza di alcune grandi imprese operative sul territorio, viene rappresentata come un rischio per la competizione e per la democrazia. In realtà questo territorio ha bisogno di attrarre grandi capitali e grandi imprese per realizzare i propri progetti e valorizzare le potenzialità enormi ancora inespresse, e la garanzia di trasparenza e democrazia economica, sempre necessaria, va garantita, non condannando al nanismo le imprese che vogliono impegnarsi, quanto chiedendo un salto di qualità alla classe politica, assicurando il funzionamento e la collaborazione delle istituzioni locali, e promuovendo le sedi di partecipazione e di concertazione territoriale.
Lino Gottardello - Segretario Generale Ust-Cisl Venezia

Vedi anche...