L'analisi degli addetti al settore. Da Ispettorato del lavoro e associazioni di categoria un quadro in chiaroscuro. Molti controlli, zero caporali. Ma c'è l'incognita cooperative
L'analisi degli addetti al settore. Da Ispettorato del lavoro e associazioni di categoria un quadro in chiaroscuro. Molti controlli, zero caporali. Ma c'è l'incognita cooperative
Confagricoltura: «Servono paletti sui contratti d'opera». Coldiretti: «Con i voucher meno stagionali in nero, anche tra i vicentini»
Nel comparto agricolo del Sud Italia la ciclica scoperta di sacche di sfruttamento lavorativo di immigrati clandestini (l'anno scorso venute a galla con la rivolta degli immigrati nella campana Villa Literno, quest'anno con la guerriglia nella calabrese Rosarno), sollecita una verifica su quanto il fenomeno possa interessare anche l'agricoltura vicentina. E dagli adetti ai lavori (ispettorati, sindacati delle aziende e dei lavoratori), arriva un reponso senza titubanze: a Vicenza non ci sono proprio le condizioni perchè attecchista il caporalato.
Lo conferma l'analisi tracciata dall'Ispettorato provinciale del lavoro : «Il Vicentino non ha zone di coltivazione intensiva come ad esempio il Veronese. La manodopera extracomunitaria è assorbita soprattutto da industria e artigianato. L'agricoltura berica invece, composta da piccole realtà aziendali, pesca i propri lavoratori lavoratori stagionali o avventizi dalla rete di conoscenze locali: studenti, pensionati, casalinghe, cerchia parentale».
«Questi lavoratori- spiega l'ispettorato- vengono sì pagati in nero, perchè così essi stessi preferiscono per non pagare tase, ma non sono certo schiavizzati. Se a Rosarno un clandestino piglia pochi euro a giornata e non denuncia mai il datore di lavoro per timore di venire scoperto, a Vicenza e in Veneto i sindacati sono invece molto presenti, e la stragrande maggioranza dei lavoratori immigrati ha il permesso di soggiorno. Gli abusi sono dunque rari, e finiscono quasi sempre col venire denunciati. Il problema dunque coesiste solo con situazioni di clandestinità e illegalità diffusa. Se c'è da aspettarsi un esodo di rosarnesi extracomunitari verso il comparto agricolo del Vicentino ? Non crediamo proprio, semmai sono gli operai stranieri berici che hanno perso il lavoro a guardare altrove».
Paolo Sordo, direttore di Confagricoltura Vicenza, conferma, dopo l'avvento dell'euro e delle ristrettezze economiche, il «ritorno degli stagionali vicentini, che il sempre più frequente utilizzo dei voucher sottrae al pagamento in nero».
Sordo semmai individua altrove il pericolo per l'agricoltura berica: «Rischia di scoppiare il bubbone cooperative. Il ricorso ad esse da parte delle aziende nostrane sta prendendo sempre più piede, perchè la semplificazione burocratica invoglia. Serve urgentemente una circolare ministriale che metta i paletti, dando tranquillità giuridica alle aziende, scongiurando il rischio che eventuali irregolarità fiscali e contributive dei lavoratori stagionali forniti dalla coop vengano imputate all'azienda. Se infatti da un lato la cooperativa è regolare perchè ha partita Iva ed è registrata in Camera di commercio, dall'altro utilizza troppo spesso contratti fac simile, o i contratti d'opera. Che possono valere per limitati periodi e tetti retributivi, come avviene con i voucher (applicati a lavori accessori svolti saltuariamente e retribuiti con massimo 3mila euro annui per i lavoratori cassintegrati e in mobilità, e 5mila per gli altri lavoratori- ndr). Fuori da quei limiti si deve ricorrere alle consuete forme di ingaggio: contratti a tempo determinato o indeterminato, con regolarizzazione del lavoratore all'Inps e all'Ufficio collocamento. Il Ministero intervenga prima che il dilagare di questa prassi faccia scoppiare il caso. E' vero infatti che è ammesso l'utilizzzo in agricoltura delle cooperative. Ma solo per una specifica fase lavorativa dell'attività agricola, tipo vendemmia, potatura, raccolta di verdure. Bisogna delimitare e definire queste fasi, che a volte durano qualche mese. È assolutamente da evitare che semplificazione burocratica e forme atipiche di lavoro sconfinino nell'incertezza giuridica».
E questa è l'analisi di Roberto Rampazzo, direttore della Coldiretti provinciale: «Nel Vicentino ci sono molti lavoratori immigrati assunti a tempo indeterminato, specialmente indiani nel settore zootecnico. E anche nei nostri campi agricoli non mancano gli stagionali stranieri. Un apporto fondamentale, che permette il proseguimento delle attività, e che con il fitto sistema di controli che c'è al Nord (forestali, ulss, ispettorato del lavoro) scongiura il verificarsi di situazioni di sfruttamento. Inoltre, il ricorso ai voucher sta regolarizzando sempre più anche la situazione per gli stagionali italiani».
Gian Maria Maselli