«L'acqua resti fuori dalla logica del profitto»

«L'acqua resti fuori dalla logica del profitto»
Scrivere «Sì» per dire «No» all'acqua privata e al nucleare. È questo l'appello di Cgil che ha promosso all'hotel San Marco un incontro per informare i cittadini sui rischi della privatizzazione dell'acqua e sulla «minaccia» nucleare cui si potrebbe incorrere se non si raggiungerà il quorum ai referendum del 12 e 13 giugno. «Occorre approfondire questi temi», dice Paolo Righetti, della segreteria Cgil Verona, «sui quali come sindacato abbiamo una posizione ben precisa. Secondo noi infatti i quesiti referendari influenzano anche il lavoro e l'aspetto occupazionale».
E precisa: «Noi riteniamo che vi siano ambiti che debbano restare di gestione pubblica sia perché si tratta di beni comuni, universali, come l'acqua, sia perché crediamo sia giusto sottrarli alla logica del profitto per una maggiore garanzia e sicurezza dei cittadini come ad esempio i trasporti e la gestione dei rifiuti».
Michele Bertucco di Legambiente Veneto spiega: «C'è ancora molta confusione su questi referendum in particolare sul nucleare sul quale pende ancora l'attesa sentenza della Corte costituzionale». E prosegue: «Noi riteniamo infatti che l'azione di governo non sia definitiva sul no al nucleare perché non è abrogativa. Ma siamo già pronti all'alternativa, se non si farà il referendum nazionale proporremo quelli regionali».
Le motivazioni del «sì» per contrastare il nucleare sono quelle di sempre: «I paesi sviluppati come la Germania stanno dismettendo questo tipo di energia perché è costosa e la materia prima è di difficile reperimento inoltre è più sicuro per l'ambiente investire sulle fonti rinnovabili».
Silvia Caucchioli del comitato in difesa dell'acqua sottolinea: «I due referendum sull'acqua si faranno comunque, indipendentemente da quello del nucleare, e questo bisogna dirlo perché c'è poca informazione».
E conclude: «Noi diciamo no alla gestione dell'acqua da parte del privato perché l'acqua è un bene di tutti e deve essere controllata dalla collettività».
Michele Corso, segretario Cigl, conclude: «Fin dall'inizio ci siamo schierati a favore dei quesiti contro l'acqua privata e il nucleare, se vogliamo contribuire a risollevarci dalla crisi occorre decidere anche quale tipo di sviluppo vogliamo». G.Coz.

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