«L'acqua pubblica? Poltronificio»
«L'acqua pubblica? Poltronificio»
TREVISO- Il referendum per dire sì all'acqua pubblica e no ai poltronifici nelle aziende che gestiscono il servizio idrico. Questa la posizione della Cisl di Treviso. «Come non pensare al business in caso di assegnazione della gestione dell'acqua ai privati? E come non pensare agli sprechi e al clientelismo (le molte società pubbliche con i relativi cda che nell'efficientissima provincia di Treviso sono ben sette!) in caso di gestione pubblica?» . Franco Lorenzon, segretario generale del sindacato, interviene così sul referendum e i quesititi sulla gestione dell'acqua. «L'acqua è un bene pubblico donatoci da Dio, gli acquedotti (con le fognature e i depuratori) sono "opera di Cesare", cioè questioni di efficienza gestionale -riflette Lorenzon -. Oggi nella gestione pubblica dell'acqua ci sono grandi buchi (nei tubi e nei bilanci...), perché le tariffe hanno coperto le spese correnti ma non hanno consentito di accantonare le risorse per gli investimenti. Di conseguenza ora servono molti soldi per fare le necessarie manutenzioni straordinarie, soldi che i più prudenti indicano in almeno 60 miliardi di euro, ma qualcuno ipotizza perfino il doppio. La demagogia ci ha lasciato in eredità tariffe basse, buchi di bilancio coperti dalle tasse e mancati investimenti, i problemi si risolvono solo con la responsabilità e la competenza. A prescindere dai risultati del referendum, rimane la necessità di garantire un servizio efficiente ai costi più contenuti possibili, a maggior ragione se la gestione dell'acqua dovesse restare in mano pubblica» . S. ma