L'Unione delle Province lo blocca, ma la responsabilità è anche dell'inerzia degli assessori
L'Unione delle Province lo blocca, ma la responsabilità è anche dell'inerzia degli assessori
Trasporti, si rischia il blitz. Chisso prepara un protocollo con tagli e spesa storica
BELLUNO. Niente "giochetti", l'Unione delle Province venete è l'unico interlocutore con il quale definire i fondi al trasporto pubblico locale. E' fallito il tentativo di archiviare rapidamente il problema dei tagli, messo in atto dall'assessore regionale Chisso con la complicità di qualche assessore "remissivo". L'Urpv ha bloccato il protocollo di impegno che sanciva un taglio del 10% a tutti.
In realtà chiamarlo giochetto è ingiusto: di fronte a un tavolo di lavoro con 70 persone, Chisso ha chiesto di restringere l'ambito, invitando i rappresentanti delle Province interessate a rendersi disponibili. Gli unici ad aver alzato la mano sono stati gli assessori di Verona e Venezia, cioè proprio i territori che ottengono più fondi dalla Regione per il Tpl. Gli altri si sono defilati, compreso l'assessore provinciale ai trasporti di Belluno Silver De Zolt. Chisso dunque ha lavorato ai tagli solo con Verona e Venezia e insieme hanno prodotto il protocollo che definisce tre cose: taglio uniforme del 10% da recuperare con: efficientamento (2%), ottimizzatione (3%), aumento della tariffa (5%); ripartizione dei fondi secondo criteri e pesi storici; e infine tutela alle aziende più piccole.
L'Urpv non ne sapeva nulla e alcuni presidenti di Provincia sono saltati sulla sedia: «Tutto il contrario di quanto avevamo stabilito proprio con Chisso», dice Gianpaolo Bottacin. Il presidente dell'Urpv Leonardo Muraro quindi ha scritto a Chisso e a Zaia, ricordando la delibera della giunta regionale del 29 marzo, dove si recepiscono gli accordi in merito alla revisione dei criteri di distribuzione delle risorse, con la definizione di costi standard per superare la spesa storica, che finisce per premiare chi ha sempre speso di più, come Venezia.
«Ho lavorato per settimane con Chisso e Muraro per ottenere che, a Belluno, il taglio sul trasporto pubblico locale sia pari a zero e quel protocollo ha rischiato di rendere tutto inutile», protesta Bottacin, che però dovrebbe prendersela soprattutto con il suo assessore. La lettera di Muraro comunque è chiara: il protocollo elaborato da Chisso va sospeso e rielaborato urgentemente, va costituita al più presto una commissione tecnico politica e l'Upi veneto deve essere considerato l'unico soggetto qualificato a rappresentare la volontà delle sette Province.
Per Belluno il protocollo sarebbe decisamente dannoso e produrrebbe un taglio ai finanziamenti, ben oltre il 10%, anche perché Dolomitibus non viene considerata un'azienda piccola rispetto ad altre presenti nel Veneto. Ora l'obiettivo è riprendere la trattativa da dove era stata lasciata prima del tavolo con gli assessori.
Irene Aliprandi