L’INTERVISTA Gallana: «Crisi feroce ma l’impresa rosa soffre molto di più»
«Lo sa che il 30% del Pil italiano è prodotto da donne imprenditrici? Eppure siamo terribilmente indietro rispetto alla media Ue, visto che da noi la percentuale di donne che siede nei comitati esecutivi è ferma al 4%». Roberta Gallana, presidente dal 2009 del Comitato provinciale per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile di Padova e amministratore della Metalmeccanica Veneta Srl di Villa Estense. Per lei, l’approccio delle imprese “in rosa” alla grande crisi in corso è diverso rispetto a quello del resto degli imprenditori. Gallana, qual è la mission del Comitato per l’imprenditoria femminile? «Semplice: valorizzare al massimo l’importanza della componente femminile che contribuisce a rendere competitiva l’economia padovana. Negli ultimi tre anni questo Comitato, braccio operativo della Camera di commercio nella promozione di iniziative di formazione per aiutare le donne a fare impresa, ha coinvolto migliaia di imprenditrici e giovani promesse in percorsi di formazione per migliorare le abilità di gestione in azienda». L’ultimo roadshow è un esempio? «Certo. L’abbiamo chiamato “Perle di management” e si concluderà il 6 dicembre in Confindustria. Da ottobre abbiamo coinvolto oltre 300 imprenditrici, età media tra i 40 e i 45 anni, in un tour a tappe puntando a potenziare le proprie abilità gestionali, a migliorare le capacità organizzative e negoziali e vedere l’azienda come una squadra per competere di più». Quali sono i temi oggi più ostici per un’imprenditrice? «Attraverso le risposte di un questionario abbiamo tracciato una mappatura delle grandi difficoltà incontrate nel fare impresa. Al primo posto c’è l’enorme fatica ad accedere al credito bancario, quindi il bisogno di sviluppare un marketing innovativo che risponda alle nuove esigenze del mercato globale. Infine, non dimentichiamo che le imprenditrici lamentano sempre la difficoltà di riuscire a conciliare professione e famiglia». Padova è regina per tasso imprenditoriale femminile. «Sì, i dati di fine settembre parlano di 39.440 imprenditrici a livello provinciale, pari al 26% del totale degli imprenditori. Ogni quattro imprese, una parla al femminile e la tendenza di crescita è ancora positiva (+0,6%). E’ soprattutto sul ramo dell’industria e del terziario che risiede la forza e l’aumento della presenza femminile, con servizi destinati alle persone, attività professionali, servizi immobiliari e commercio-turismo a fare da traino». Questa crisi fa paura: come state reagendo? «Le donne affrontano meglio questi tsunami economici, ma le difficoltà sono enormi. Chi punterà sull’internazionalizzazione della propria attività avrà certamente un asso in più».(r.e.)