L'EMERGENZA ECONOMICA. In municipio prima riunione del tavolo cui partecipano rappresentanti istituzionali ed esponenti di banche, imprese, sindacati e sociale
Crisi, al capezzale dei nuovi poveri
Ceschi: «Padri separati all'ostello per senzatetto». Zenti: «Meno abiti firmati e cellulari». Edilizia, 7mila a rischio
Ci sono i «nuovi poveri vergognosi», come li chiama il direttore della Caritas don Giuliano Ceschi, alludendo a quanti perdono il lavoro ma si vergognano a dirlo. O padri divorziati e separati, che non potendo permettersi di pagare un altro affitto dopo aver lasciato casa, vanno a dormire all'ostello per senzatetto Il Samaritano, gestito dalla stessa Caritas.
Ci sono anche circa 7.000 lavoratori nell'edilizia nel Veronese (25mila in Veneto) che rischiano di perdere il lavoro, come ricorda il presidente dell'associazione costruttori edili, Andrea Marani. O aziende del commercio - come fa notare Maurizio Danese, vicepresidente della Camera di Commercio e membro di Giunta nel settore Commercio - che nell'ultimo quadrimestre 2008 hanno visto scendere il fatturato del 15 per cento rispetto allo stesso periodo del 2007 (più del doppio della media veneta) e del 10 rispetto al trimestre precedente. Il ricorso alla cassa integrazione? Più 266 per cento nei primi mesi del 2009.
E ancora: aziende, dice Massimo Gasparato, responsabile per le politiche industriali di Confindustria Verona, che da gennaio registrano ordinativi da 2.000-2.500 euro al giorno rispetto ai 40mila di qualche mese fa. «Ma gli industriali veronesi sono impegnati con decisione a restare datori di lavoro, anche se in questo momento di crisi sono dei mantenitori di lavoro», dice Gasparato.
La crisi c'è e si sente anche a Verona. Che vuole però scrollarsela di dosso con interventi sociali straordinari per cittadini che la stanno subendo e con progetti mirati a rilanciare l'economia. Il Comune intende «investire parte dell'avanzo di bilancio», per queste misure. È quanto annuncia il sindaco Flavio Tosi al primo incontro del tavolo anticrisi riunitosi in municipio con numerosi rappresentanti istituzionali ed esponenti del mondo economico, bancario, sindacale e sociale. Con il sindaco erano presenti gli assessori ai servizi sociali Stefano Bertacco e alle politiche giovanili Alberto Benetti, il vescovo Giuseppe Zenti e i deputati della Lega Alessandro Montagnoli e del Pd Gianni Dal Moro. Nella sala anche il presidente della Provincia Elio Mosele con l'assessore Lucio Campedelli e l'assessore regionale al sociale, Stefano Valdegamberi.
Ma che cosa fare, nell'immediato? Bertacco cita ciò che è già partito, come le «esenzioni a agevolazioni per pagare le rette di servizi educativi e scolastici, l'aver istituito una Fondazione scaligera per la locazione creata per reperire alloggi da destinare a persone disagiate, oppure sviluppare l'housing sociale». L'assessore si rivolge poi alle banche - affinché sostengano le imprese con agevolazioni sui mutui in corso - o all'Inps affinché anticipi l'indennità di cassa integrazione guadagni straordinaria. Auspica che si possa ampliare l'accesso al credito sulla fiducia e lancia l'idea di costituire un fondo per promuovere iniziative a sostegno alle persone che durante l'anno in corso hanno perso il lavoro o sono state collocate in cassa integrazione, alle famiglie numerose e in difficoltà, alle giovani coppie o a chi ha un contratto di lavoro atipico. Iniziative a 360 gradi, su cui il tavolo trova una prima unità di intenti.
Ma contro la crisi, auspica il vescovo Zenti, è d'obbligo essere più sobri. «Ostentare a scuola abiti firmati, un uso esagerato dei cellulari o gite troppo costose non si addice a questi tempi difficili», dice, «e dev'esserci maggiore responsabilità». Sono intervenuti anche Antonio Consolati del sindacato Ugl, Massimo Azzolini dell'Usarci, il presidente del Banco alimentare del Veneto Adele Biondani, Francesco Benedetti vicepresidente di Unicredit Banca, il presidente di Unicredit Banca di Impresa Mario Fertonani, il vicepresidente vicario di Fondazione Cariverona Eugenio Caponi, Giordano Simeoni vicedirettore generale del Banco Popolare di Verona, Paolo Bedoni, presidente di Cattolica Assicurazioni e Gilberto Corazza, dell'Associazione Corallo.
Enrico Giardini