L'ALLARME. La crisi costa ai padovani 1000 ⬠all'anno
L'ALLARME. La crisi costa ai padovani 1000 ⬠all'annoForte contrazione dei consumi Mezzo miliardo in meno speso per abbigliamento e casa I redditi dei padovani sono sotto pressione. La crisi economica che ormai accompagna da un anno abbondante imprese, lavoratori e famiglie, soprattutto quelle che si trovano a fare i conti con i tagli sugli stipendi della cassa integrazione, frena sempre più la capacità di spesa. Una famiglia, infatti, subisce in media una diminuzione del potere di acquisto per un importo pari a 980 euro annui, causata dall'ampliamento della cassa integrazione e della disoccupazione. Per chi è invece direttamente colpito da cassa integrazione o disoccupazione, la perdita è addirittura pari a 3.600 euro. La fotografia reddituale che calcola le conseguenze della recessione, è stata elaborata dall'Osservatorio della Federconsumatori. Secondo l'analisi di mercato dell'associazione dei consumatori che fa capo alla Cgil di Padova, l'uscita dal tunnel della crisi è ancora lontana. «Dalle nostre indagini - interviene Mara Bedin, responsabile della Federconsumatori provinciale - la forte contrazione dei consumi proseguirà ancora per molto, a causa dell'aumento dei ricorsi alla cassa integrazione e ai licenziamenti». A conti fatti nel 2009 si registrerà, in media, un calo del 2,5-3 per cento, mentre per quanto riguarda le famiglie a reddito fisso, la diminuzione si potrà attestare anche al 3,5 per cento. Nel totale saltano fuori numeri che parlano di una contrazione drammatica sulla borsa della spesa, abbigliamento e spese per la casa, con una riduzione monetaria da parte delle famiglie di oltre 25 miliardi di euro a livello nazionale, mentre a livello provinciale la cifra si aggirerebbe attorno al mezzo miliardo. Fattore che - sostiene la Federconsumatori - oltre a produrre una peggiore qualità della vita, darà luogo a una ricaduta fortemente negativa, sia sulla produzione industriale che per i servizi di intermediazione delle merci. «In questo scenario - spiega Mara Bedin - si arriva a ipotizzare la chiusura di numerosi esercizi commerciali, soprattutto sul fronte del commercio al dettaglio, a cui si aggiungono i gravi problemi che, secondo le previsioni, coinvolgeranno migliaia di piccole aziende, soprattutto legate ai servizi artigianali». Alla luce di questa drammatica contrazione dei consumi, anche nei settori solitamente non interessati da variazioni significative come ad esempio quelli dei prodotti tecnologici, Mara Bedin e il collega Fulvio Cavallari dell'Adusbef di Padova sottolineano ancora una volta l'urgenza di «interventi mirati a rilanciare la domanda di mercato per risollevare, così, l'intera economia. Tali interventi dovrebbero partire da una detassazione del reddito fisso, da lavoro e da pensione, per almeno 1.200 euro annui, e da un adeguato sostegno per i lavoratori precari e per i disoccupati. Il malessere delle famiglie a reddito fisso, che finora non ha avuto nulla in termini di detassazione o di defiscalizzazione per aumentare il potere di acquisto, sta lievitando di giorno in giorno. Ma come fa il ministero dell'Economia a non capire che così facendo si rafforza sempre più, paradossalmente, la contrazione dei consumi?».(Massimo Nardin)LA TRIBUNA DI TREVISO