«Irpef, ripristinare l'addizionale». Appello della Porto (Cisl): va reintrodotta sui redditi superiori 29.500 euro
«Irpef, ripristinare l'addizionale». Appello della Porto (Cisl): va reintrodotta sui redditi superiori 29.500 euro
«Risorse insufficienti Stop alle polemiche e Zaia intervenga»
VENEZIA. «Ripristinare l'addizionale Irpef sui redditi medio-alti». L'appello, questa volta non arriva dalla Lega ma dalla segretaria generale della Cisl Franca Porto, all'indomani dell'approvazione del Bilancio 2011. In un clima di polemica - a partire dalle accuse lanciate dalle aziende del trasporto pubblico che definiscono «inaccettabile» il taglio del 25% prospettato dalla Regione - Porto sostiene essere «arrivato, anche per la nostra Regione, il redde rationem», mettendo il dito in una delle piaghe createsi nel rapporto tra Pdl e Lega.
Proprio il ripristino dell'addizionale, martedì, era stato motivo di scontro interno alla maggioranza, tra Lega - che ieri aveva gridato alla diserzione delle commissioni da parte degli alleati, allarme poi rientrato - e Pdl, ma anche tra gli azzurri stessi, con alcuni assessori intenzionati a ripristinarla. Insomma, in una situazione tutt'altro che di distensione e cooperazione, Franca Porto rilancia: «Le risorse disponibili, dopo le manovre del governo sui conti pubblici, sono assolutamente insufficienti a gestire, anche nella parsimonia, la spesa pubblica regionale. I tagli previsti sono talmente pesanti da bloccare il governo della Regione e risultano ancora più inaccettabili rispetto agli impegni assunti per attivare le indispensabili e urgenti misure anticrisi sia nel campo della protezione sociale che degli investimenti per la crescita». Per questo la Cisl chiede a Zaia e a tutta l'amministrazione regionale un colpo di reni per ripristinare immediatamente l'addizionale regionale aggiuntiva sui redditi superiori ai 29.500 euro. «Il gettito di questa imposta, oltre 130 milioni di euro, che riguarda meno del 10% dei contribuenti veneti, può contribuire in modo significativo a rimpinguare la disponibilità finanziaria della Regione» conclude «La situazione di bilancio che si prospetta per 2011 richiede che venga abbandonata ogni polemica per far prevalere il massimo senso di responsabilità».
Sul piede di guerra, intanto, le aziende di trasporto pubblico locale che annunciano una «drammatica riduzione di un servizio sociale indispensabile per milioni di cittadini veneti, il dissesto finanziario di tutte le aziende di trasporto, il licenziamento di migliaia di lavoratori, anche in presenza di fortissimi aumenti tariffari, insostenibili per gli utenti». Non da meno la capogruppo del Pd che arriva a chiedere le dimissioni dell'assessore ai Lavori Pubblici Massimo Giorgetti: «Con un bilancio dove non esisterà alcuna risorsa per gli investimenti e a cui si aggiungerà un taglio spaventoso sul fronte del controllo del territorio, c'è davvero da chiedersi cosa si metteranno a fare alcuni assessori, su tutti Massimo Giorgetti, all'improvviso senza portafoglio. A questo punto dovrebbe dimettersi» sostiene Laura Puppato.
«Abbiamo il dovere di usare con razionalità le risorse a disposizione anche nei momenti più difficili - risponde l'assessore al Bilancio Roberto Ciambetti - e il nostro obiettivo primario è stato quello di salvaguardare e tutelare i bisogni dei veneti».
Scelte diverse, dicono al Balbi, avrebbero rischiato di paralizzare l'avvio di opere come la Pedemontana.
Intanto, il tempo stringe sul Bilancio provvisorio: in caso di una svolta i leghisti sono precettati fino al 31 dicembre. Dopodichè, a gennaio, si blocca tutto, stipendi compresi. Si sa mai che il Natale porti consiglio. (s.zan.)