Irpef, Zaia vuole l'addizionale ma la colpa cadrà sul Pdl grazie al deficit della sanità
Irpef, Zaia vuole l'addizionale ma la colpa cadrà sul Pdl grazie al deficit della sanità
La Lega aspetterà che ad aumentare le tasse sia Tremonti Oggi la firma al decreto mille proroghe che sposta le scadenze fiscali
VENEZIA. La «polpetta avvelenata» del debito della sanità viaggia dal Pdl alla Lega e dalla Lega e ritorno, senza che si capisca né a quanto ammonta veramente lo splafonamento (chi si tiene basso, chi rilancia più del doppio) né in che modo si intende contenerlo (aumentare le tasse regionali o no). Meno ancora si capisce come sia stato possibile navigare spensierati negli anni scorsi, avendo la stessa esposizione del debito attuale. Anzi di più, come dimostra il «libro bianco» presentato dall'assessore Luca Coletto.
Il nuovo inquilino di palazzo Balbi, Luca Zaia, punta sul risparmio e sul taglio agli sprechi: è convinto che questa linea pagherà. Se non accadesse, Zaia dice chiaro e tondo che ci riappiopperanno l'addizionale regionale Irpef sui redditi sopra 29.500 euro, tolta esattamente un anno fa dal vecchio inquilino di palazzo Balbi, Giancarlo Galan. Il quale rinfaccia al suo successore l'incapacità di governare: questa la causa, secondo il ministro, del buco da un miliardo della sanità veneta. Da notare che «un miliardo» è la cifra stimata dal centrosinistra (fonte Claudio Sinigaglia, Pd, vicepresidente della commissione sanità). Il Pdl, al netto delle manovre correttive, parla di 130-140 milioni, cifra storica del deficit veneto (fonte Leonardo Padrin, presidente della stessa commissione). Se Galan non ha cambiato partito, adopera gli stessi argomenti degli avversari del Pdl per suonarli sulla schiena di Zaia.
Il quale non si scompone: i suoi alleati non vogliono reintrodurre l'Irpef tolta da Galan l'anno scorso, quando pensava ancora di essere ricandidato presidente? Lo farà il ministro Tremonti l'anno prossimo, alla verifica contabile del bilancio delle Usl, se la cura da cavallo inaugurata dallo stesso Zaia non avrà fatto effetto.
Così la «polpetta» torna al Pdl: non sarà la Lega ad avere aumentato le tasse ai veneti. In questo pendolarismo delle responsabilità, i contribuenti faranno la fine dell'asino di due padroni (c'era da dubitarlo?): l'addizionale Irpef aumentata da Tremonti riguarderà per legge tutti i redditi, non solo quelli da 29.500 euro in su. «Per non parlare della riduzione dei servizi e del prevedibile aumento del ticket sulla medicina specialistica, già ora a 36 euro - prevede Sinigaglia -. Cose che noi non possiamo consentire».
Ora, si dà il caso che la cura da cavallo avviata dal presidente Zaia con tagli orizzontali a tutti i capitoli di bilancio (accusa generale) abbia risparmiato enti come l'Arpav, che hanno uscite per 65 milioni di euro l'anno, 57 dei quali sono pagati dalla sanità. Per quale motivo la sanità deve pagare un ente che effettua prestazioni per le Usl emette regolare fattura? Chiaro che la cura da cavallo non vale per tutti. Non vale soprattutto per la sanità, che avrebbe bisogno della programmazione, operazione dolorosa perché incide sui posti letto e scontenta le comunità locali. Zaia non affonda il bisturi, il Pdl non spinge, nessuno farà nulla di spiacevole fino al 27 marzo, data di probabili elezioni anticipate. Vi piace la spiega? Almeno da Roma arriva una buona notizia per gli alluvionati: il decreto milleproroghe prevede la moratoria fiscale fino a giugno. (r.m.)