«Invalidi, non sarebbe uno scandalo tenere conto del reddito»
Sul Giornale del 27 dicembre scorso, è stata pubblicata, quale lettera del giorno, quella del signor Severino Lovato che paventa, come, con la manovra Monti si stia usando l´Isee anche per la concessione o meno delle pensioni di invalidità e dell´accompagnamento.
Le cose non stanno proprio così.
È vero che la nuova definizione dell´indicatore Isee, che dovrà avvenire entro il 31 maggio 2012 e che troverà applicazione dal 1° gennaio 2013, include nel nuovo concetto di reddito disponibile del nucleo familiare anche le somme esenti da imposizione fiscale, prima escluse. È questo il caso dell´assegno sociale, dell´indennità di accompagnamento eccetera.
Il nuovo Isee, peraltro, dovrà anche tener conto, in misura maggiore dell´attuale, delle quote di patrimonio e di reddito dei diversi componenti del nucleo familiare, valorizzando maggiormente i nuclei familiari con più di tre figli e con persone disabili a carico.
Lo stesso articolo prevede una differenziazione dell´indicatore per l´accesso alle diverse prestazioni di natura fiscale, tariffaria e assistenziale.
Giova ricordare che, attualmente, la concessione dell´indennità di accompagnamento non è soggetta ad alcuna verifica reddituale. È, quindi, concedibile anche a persone particolarmente benestanti e facoltose.
Allo stato, quindi, non sono mutati i criteri, anche reddituali, con i quali vengono concessi questi benefici ai cittadini disabili.
Si è deciso, invece, che per l´accesso alle prestazioni di carattere tariffario ed assistenziale si terrà conto di tutti i redditi ed i patrimoni disponibili del nucleo familiare, includendo anche quelli prima non considerati.
A mio modesto parere, in una fase di risorse pubbliche scarse, mi sembra opportuno che l´accesso a benefici di carattere non universale, cioè da garantire da parte dello Stato alla totalità dei cittadini, siano da privilegiare quelle famiglie che versano in condizioni economiche più disagiate. E che nella valutazione del disagio economico si tenga conto dei redditi e dei patrimoni complessivi del nucleo familiare.
Ritengo, infine, che, se per il futuro, nella concessione dell´indennità di accompagnamento si dovesse tener conto del reddito (o dell´Isee) del soggetto beneficiario non sia uno scandalo. Che, anzi, lo sia il fatto che attualmente ne potrebbe usufruire anche il nostro ex premier.
Ugo Ometto - Amministratore Delegato Caaf Cgil Vicenza