Invalidi, 8 mesi per la visita medica
BELLUNO. Ennesimo paradosso tutto italiano: da un lato i falsi invalidi che spuntano come funghi, dall'altro invalidi veri che aspettano anche 8 mesi per essere sottoposti alla visita medica che permette di usufruire della pensione. La denuncia arriva da Ludovico Bellini della Cgil pensionati e da Monica Bordin, direttore del patronato Inca della Cgil. E la situazione rischia di degenerare ulteriormente ad ottobre quando la nuova procedura per l'accertamento dell'invalidità civile, dell'handicap e della disabilità passerà definitivamente dalla Usl all'Inps. La legge. Tutto è iniziato il primo gennaio di quest'anno quando è partita la riforma, introdotta dal decreto anticrisi del 1º luglio 2009, che doveva garantire ai pazienti meno burocrazia e più tempi veloci, ma il sistema fa già acqua da tutte le parti. I tagli nella Finanziaria hanno bloccato le assunzioni all'Inps che non ha un numero sufficiente di medici per visitare i pazienti, ma andiamo con ordine perchè i problemi sono a monte. Questione numero uno. «I primi di questa catena» spiega Bellini «sono i medici di base. Il problema è che solo uno su tre è informatizzato. A Costalta, per fare un esempio, l'adsl arriva solo in alcune zone. Secondo la legge il medico, dopo la visita, dovrebbe inviare telematicamente il certificato e la domanda di invalidità, ma questo non succede. Chi non ha internet consegna al paziente un certificato cartaceo e lo indirizza ai patronati per completare la procedura. E questo non per cattiva volontà del dottore, ma perchè non ha altra possibilità». «Il problema» dichiara Bordin «è che l'Inps non accetta i certificati cartacei, così bisogna trascrivere il testo con il rischio che per una persona affetta da una neoplasia venga riportata un'altra cosa. Ci dobbiamo sostituire al medico e questo non è il nostro compito». Ma non è finita. «L'altro problema» prosegue Bellini «sono i buchi nel programma informatico. All'Inps c'è un grande cervello che vede il certificato telematico inviato dal medico, ma non sempre riesce a leggerlo». Così tocca ai patronati inviarlo. «Ma i medici non sempre indirizzano i pazienti da noi» spiega Bordin «e non spetta a loro farlo». Il sistema va in tilt. «Abbiamo persone in Cadore» dichiara Bellini «che hanno fatto regolare domanda a gennaio e devono ancora ricevere la convocazione della visita medica quando la legge stabilisce un limite di 120 giorni. Mi risultano 5-6 mesi anche a Belluno, i feltrini, con 4-5 mesi di attesa, sono forse quelli messi meglio». «La legge» spiega «è nata con tutti i migliori intenti, ma ci vorranno due anni prima di andare a regime. Nel frattempo ci sono bellunesi che devono tirare la cinghia spesso con una pensione di 500 euro. All'Usl da ottobre smantelleranno gli uffici. Noi chiediamo di fare dei bandi di mobilità verso l'Inps e affiancare le due procedure fino a quando il sistema non andrà a regime».
Lina Pison