Intesa azienda-sindacati per evitare la prosecuzione della cassa integrazione. Aprilia riparte dalla solidarietà

Intesa azienda-sindacati per evitare la prosecuzione della cassa integrazione. Aprilia riparte dalla solidarietà
Il contratto durerà un anno e coinvolgerà tutti i lavoratori. Stabilimenti veneziani "strategici"

Sabato 16 Gennaio 2010, Scorzè - Aprilia, scatta il contratto di solidarietà. I sindacati l'avevano detto a chiare lettere: mai più un anno come il 2009, con cassa integrazione di mese in mese, senza programmazione e con l'angoscia di non sapere, volta per volta, a quale destino sarebbero andati incontro i lavoratori dello stabilimento di Scorzè. E stavolta l'accordo soddisfa entrambe le parti, azienda e sindacati: niente cassa integrazione, avanti con un contratto di solidarietà.
Il contratto interesserà 382 lavoratori (su 393 totali), partirà il 1. febbraio e proseguirà per dodici mesi, con scadenza fissata al 31 gennaio 2011. «L'accordo sottoscritto - dice Michele Zanocco, segretario generale di Fim Cisl Veneto - prevede in primo luogo la conferma della strategicità dei siti di Noale e Scorzè sia per la produzione di moto che di scooter. Viene poi riconosciuta l'importanza della professionalità dei lavoratori che va mantenuta per cogliere la ripresa del mercato, e garantito un piano di investimenti anche per il 2010 in linea con il 2009». L'intesa parla anche della valorizzazione dei prodotti, sia scooter che moto (con particolare attenzione alla linea Scarabeo), dello sviluppo di nuovi modelli e del miglioramento della copertura del mercato, dei servizi ai clienti e della rete di vendita, attraverso una politica dei prezzi più competitiva.
Per le ore non lavorate verrà prevista per i lavoratori un'integrazione del 60 per cento del totale del reddito non percepito, che diventerà dell'80% non appena la Corte dei Conti confermerà la copertura di spesa del decreto interministeriale che prevede appunto l'aumento di copertura per i contratti di solidarietà firmati dopo il 3 agosto 2009. «L'accordo - commenta Adriano Pomiato della Cgil - è una conquista importante che darà più sicurezza ai lavoratori e anche, rispetto alla Cig, un miglioramento del trattamento economico».

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