Infortuni sul lavoro. Si è insediato il Comitato provinciale di coordinamento attività di prevenzione e vigilanza. Edilizia e agricoltura a rischio «Avvieremo ispezioni severe»
Infortuni sul lavoro. Si è insediato il Comitato provinciale di coordinamento attività di prevenzione e vigilanza. Edilizia e agricoltura a rischio «Avvieremo ispezioni severe»
Nella nostra provincia nel 2008 si è registrato il più alto numero di incidenti del Veneto «Occorre fare più prevenzione»
Ispezioni mirate nei settori notoriamente più esposti al rischio di infortuni sul lavoro, ossia edilizia e agricoltura. È il biglietto da visita con cui si presenta il Comitato provinciale di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza salute e sicurezza sul lavoro, che si è insediato ieri nella sede dell'Ulss 20.
SINERGIA DI ENTI. Ne fanno parte tutti gli enti statali che si occupano di prevenzione negli ambienti di lavoro: Inail, direzione provinciale del lavoro, Inps, Spisal provinciali e Ispsel, oltre a rappresentanti delle organizzazioni datoriali e sindacali. Il nuovo organismo istituzionale ha il compito di coordinare, nel territorio provinciale, le attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di attuare i piani operativi definiti dall'analogo Comitato presente a livello regionale. L'organismo, che è coordinato dal direttore generale dell'Ulss 20, ha inoltre il compito di predisporre programmi d'intervento congiunti, tenendo conto delle priorità provinciali e di fornire risposte alle richieste del territorio per supportare le aziende nell'adempimento degli obblighi previsti dalle norme.
MAGLIA NERA. Un compito impegnativo, se è vero che la provincia veronese - come evidenziato dal responsabile dell'Inail, Franco Polosa - si è confermata lo scorso anno quella in cui è stato registrato il più alto numero di incidenti sul lavoro: 5.224, di cui 5 mortali. «Il dato quest'anno sta migliorando», annota il direttore dell'Inail, «e ci stiamo avvicinando alla media veneta. Non calano, invece, gli infortuni classificati come "circolazione stradale", ossia avvenuti in itinere o movimentando le merci: da soli costituiscono quasi il 50 per cento della casistica generale e questo problema necessita di un programma mirato di prevenzione».
POCA PREVENZIONE. Gli infortuni in occasione di lavoro, invece, si verificano per le stesse cause di vent'anni fa e in due comparti in particolare: edilizia e agricoltura. E per questo saranno oggetto di una mappatura di rischio preliminare e, in una seconda fase, di ispezioni mirate. Nella consapevolezza, però, che le sanzioni da sole - per quanto salate - non servono.
CONTROLLI MIRATI. L'obiettivo principale del Comitato è pertanto quello di «analizzare, confrontare, programmare, coordinare e armonizzare le attività di controllo e quelle di formazione-informazione, coniugando la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali con l'attività di controllo delle regolarità dei rapporti di lavoro e il contrasto al lavoro nero o sommerso, perchè statistiche alla mano è lì che la prevenzione viene tralasciata dai lavoratori in primis e quindi più alta è l'incidenza di infortuni.
OLTRE LA 626. La legge 626 ha contribuito a modificare l'approccio alla prevenzione, favorendo la cultura della condivisione, adesso si tratta di compiere un ulteriore passo in avanti, «facendo sicuramente le ispezioni nei settori in cui si verificano più incidente», argomenta Manuela Peruzzi, responsabile dello Spisal dell'Ulss 20, «ma conciliando l'attività di vigilanza con quella della lotta al sommerso».
Ma se gli occhi saranno puntati contro gli ambienti di lavoro degli immacabili furbetti (che sarebbe più opportuno chiamare incoscienti), ci sarà anche uno sguardo di apprezzamento «nei confronti delle aziende migliori sul piano della sicurezza del lavoro, nel senso che verranno premiate.
INCONTRI ANNUALI. Nell'incontro di insediamento di ieri mattina, il Comitato provinciale si è dato un calendario di massima: «Faremo quattro riunioni operative l'anno», spiega la dottoressa Peruzzi, «nel corso delle quali pianificheremo le attività di vigilanza e di promozione della cultura della prevenzione. La sinergia fra i vari enti contribuirà a ridurre la piaga degli infortuni sul lavoro».