Indagine della Cisl: «Altri tre mesi molto duri, poi la recessione allenterà la presa»

Indagine della Cisl: «Altri tre mesi molto duri, poi la recessione allenterà la presa»
Giovedì 30 Aprile 2009, Treviso - Il peggio non è passato. La Cisl si attende almeno altri due o tre mesi assai duri per il lavoro trevigiano: «Sul versante dell'occupazione -conferma il segretario Franco Lorenzon, insieme agli altri due membri del vertice provinciale Cinzia Bonan e Antonio Soldera- i numeri diminuiranno dal punto di vista quantitativo, ma peggioreranno sotto il profilo della quantità». Come dire: meno aziende e meno lavoratori coinvolti nella crisi, ma situazioni più disperate. «Finora nessuna azienda ha chiuso, almeno tra quelle di una certa rilevanza. Nei prossimi mesi, però, gli ammortizzatori sociali, giunti a scadenza, potrebbero trasformarsi in licenziamenti collettivi e chiusure».
Già a guardare i dati attuali, non c'è molto da stare allegri («Fotografia sconfortante», la definisce Lorenzon). Al di là delle cifre assolute, preoccupa soprattutto il trend "storico": la cassa integrazione concessa in provincia è più che raddoppiata (più 115 per cento) nel primo trimestre del 2009 rispetto agli ultimi tre mesi del 2008, passando da 525.807 a poco meno di un milione 131mila ore (i successivi 24 giorni di aprile, poi, hanno aggiunto altre 95mila ore). Senza contare che, da ottobre e novembre dell'anno passato, l'aumento aveva già sfiorato il 70 per cento sul periodo precedente. Da un anno all'altro, non c'è paragone: cig quasi quintuplicata.
E si impennano pure i grafici dei licenziamenti: i dipendenti delle piccole aziende entrati in mobilità sono cresciuti del 102 per cento nel primo trimestre 2009 e oggi ammontano a 1.959 persone (considerando gli addetti residenti nella Marca). Quelli delle grandi, dove l'incremento è meno marcato sebbene di più lunga durata, sono 614. «Vale a dire che in queste imprese abbiamo già avuto la metà delle espulsioni di tutto il 2008 -spiega Lorenzon- mentre nelle piccole, abbiamo raggiunto quasi l'80 per cento».
Mzan

Vedi anche...